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giovedì 3 novembre 2011

Matteo Garrone, artista di cronaca

Matteo Garrone è un giovane regista, sceneggiatore, produttore cinematografico italiano, nato a Roma il 15 ottobre del 1968. Figlio del critico teatrale Nico Garrone, dopo essersi diplomato al liceo artistico, lavora come aiuto operatore, passando successivamente a girare cortometraggi dopo un periodo dedicato alla pittura. Nel 1996 vince il Sacher Festival con il corto Silhouette, che diventerà poi uno dei tre episodi del lungometraggio Terra di Mezzo, dove racconta la storia di alcuni immigrati che si battono per la sopravvivenza, e grazie al quale otterrà il premio speciale della giuria al festival di Cinemagiovani di Torino. Dopo aver girato un documentario nel 1997, a New York sul pentecostalismo con Carlo Cresto- Dina dal titolo Bienvenido Espirito Santo, gira nel 1998 a Napoli il documentario Oreste Pipolo, fotografi di matrimoni sempre con Cresto-Dina e Un caso di Forza maggiore, tratto dal racconto di Massimo Bontempelli, con Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata. Il secondo lungometraggio dal titolo Ospiti arriva nello stesso anno, e si aggiudica il premio alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Anche in questa pellicola, il tema affrontato è l'immigrazione, il disagio esistenziale e sociale al quale sono spesso sottoposti gli extracomunitari. Il film firma la poetica realista che Garrone impiegarà anche nelle prossime lavorazioni più importanti: riprese in ambienti reali, troupe ridotta al minimo, uso della cinepresa a spalla, sonoro in presa diretta e artisti non professionisti. Lo stessa forma la ritroviamo in Estate Romana (2000) che pur essendo un genere più vicino alla commedia , il regista si concentra molto sull'ambientazione di una Roma "addetta ai lavori" con cantieri e ristrutturazioni in attesa del Giubileo, piuttosto che alla narrazione.
Il riconoscimento cinematografico arriva nel 2002 con il film L'Imbalsamatore, ispirato a un fatto di cronaca, che vince il David di Donatello come miglior sceneggiatura e il premio Aiace al Quinzaine des Realisateurs di Cannes. La pellicola, prodotta dalla Fandango, permette a Garrone (grazie a dei budget più corposi) di fondere lo stile realista con scene influenzate dalla sua passione per la pittura. Nel 2004 con il film Primo Amore, è possibile ritrovare la stessa tensione formale della pellicola precedente, liberamente ispirata al libro Il Cacciatore di Anoressiche, a sua volta ispirato ad un fatto di cronaca, che affronta il tema della ricerca dell'amore "perfetto" attraverso l'immagine di un uomo ossessionato dalla magrezza femminile, pronto a sacrificare il corpo della persona amata pur di raggiungere il suo ideale. Lo stile rimane lo stesso dei precedenti film, avvalendosi però in modo più esasperante di immagini elaborate che tendono all'astrattismo. Il 2006 lo vede impegnato alla sceneggiatura del film dramma tico ispirato alla vicenda Pietro de Negri, dal titolo L' amico dell'uomo, che però non verrà mai realizzato.
L' anno più importante per Garrone è il 2008, anno in cui riceve la consacrazione nel panorama del cinema italiano grazie al film Gomorra, tratto dal libro di Roberto Saviano. Ambientato nel quartiere Scampia, il regista da vita attraverso a una riproduzione reale e angosciante fatta di grida e spari alla criminalità napoletana. La pellicola si aggiudica il premio Gran Prix al festival di Cannes, e ottiene vari riconiscimenti come miglior film, regia, sceneggiatura, fotografia. Il film inoltre ha rappresentato l'Italia nella corsa alle nomination agli Oscar.



Matteo Garrone Intervista:
http://www.youtube.com/watch?v=5x7UeA-7kfw

Filmografia:
"Terra di Mezzo" (1996)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/terra-di-mezzo-garrone-all-esordio.html
"Gli Ospiti" (1998)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/gli-ospiti-un-dramma-firmato-garrone.html
"Estate Romana" (2000)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/l-estate-romana-una-commedia-triste.html
"L' Imbalsamatore" (2002)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/limbalsamatore-garrone-conquista-la.html
"Primo Amore" (2003)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/primo-amore-inquietante-storia-damore.html
"Gomorra" (2008)



Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Garrone


Il guscio protettivo per difendersi dalle insidie esterne nel film di Saverio Costanzo, La solitudine dei numeri primi




Parlerò solo del film per evitare le superflue e inconcludenti discussioni che portano spesso ad evidenziare le differenze sostanziali tra un film e il romanzo da cui la storia del film è stata estratta. Le intepretazioni di un'opera sono molteplici e comunque individuali, in quanto ognuno di noi vede la realtà che lo circonda secondo il proprio punto di vista che non sempre combacia con quello degli altri. Il film descrive le storie parallele di Mattia e di Alice, il primo con il corpo pieno di cicatrici, la seconda claudicante. Sono queste lesioni che fanno presentire che i due hanno vissuto un’infanzia segnata da fatti tragici o comunque dolorosi. Fatti che gli hanno condizionato irreversibilmente la vita per tutta la sua durata, che hanno indotto nei loro comportamenti l’impossibilità di esprimere apertamente i sentimenti più genuini, e che hanno determinato in ciascuno di loro un chiudersi verso l’altro creando, naturalmente e involontariamente, un invisibile ma percettibile guscio protettivo per difendersi da chi gli potrebbe procurare soltanto del male. Gli sguardi fissi, il perdurare dei silenzi snervanti, la mancanza di un dialogo normale, le domande senza risposte, l’incapacità di aprirsi l’un l’altro, tutto ciò evidenzia uno stato latente di sofferenza duratura, quasi istintiva, che blocca quell’attitudine empatica che contraddistingue ogni essere umano nei comuni rapporti relazionali e affettivi. Certo, diversa è la storia di Mattia che si infligge delle ferite per espiare una colpa gravissima da quella di Alice che, in seguito ad un incidente sulla neve, rimane claudicante. Storie diverse che comunque portano agli stessi comportamenti. Il regista per tutta la durata del film usa spesso dei flash andando sia indietro che avanti nella storia dei due protagonisti. In un primo momento questo disorienta lo spettatore che si rende conto poi della tecnica adottata e riesce ad apprezzarla. (Francesco Giuliano)









Fonti:




http://www.mymovies.it/film/2010/lasolitudinedeinumeriprimi/pubblico/?id=552354

"Femmine contro Maschi", una commedia ironica.

"Femmine contro Maschi" è l' ultima commedia di Fausto Brizzi, è uscita nelle sale nel mese di Febbraio di questo stesso anno ed è il sequel di un altro film di Brizzi, "Maschi contro Femmine".
Brizzi si è occupato della regia, del soggetto e della sceneggiatura (entrambe in collaborazione con Marco Martani, Massimiliano Bruno e Valeria Di Napoli), Marcello Mortarsi è il responsabile della fotografia, Luciana Pandolfelli quella del montaggio e Bruno Zambini quello delle musiche.
Nel cast hanno partecipato comici d' eccezione come Claudio Bisio e Lucianina Litizzetto, Ficarra, Picone e attori di buon livello come Nancy Brilli, Emilio Solfrizzi e tanti altri.
Il film è una satira divertente e ironica sui rapporti di coppia, si tratta di una commedia leggera sicuramente riuscita, soprattutto grazie al un cast di altissimo livello per una trama comica, gli equivoci e le battute suscitano l' ilarità dello spettatore.

Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=_5C-lT8nxV8

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Femmine_contro_maschi
http://www.mymovies.it/film/2011/femminecontromaschi/


mercoledì 2 novembre 2011

"Gli Ospiti", un dramma firmato Garrone.

"Gli Ospiti" è un film diretto da Matteo Garrone e uscito nelle sale nel 1998, Matteo Garrone è autore anche del soggetto, della sceneggiatura (con Attilio Caselli), della scenografia, della produzione e dei costumi. Della fotografia, nel film, è responsabile Marco Onorato, delle musiche "La Banda Osiris", del montaggio Marco Spatolini.
Nel cast hanno partecipato Gianni Di Gregorio, Corrado Sassi, Julian  Sota, Pasqualino Mura, Llazar Sora, Paola Rota, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia e tanti altri.
"Gli Ospiti" è una commedia drammatica, in sintesi la trama racconta l' intreccio tra le disavventure di due lavapiatti albanesi e quelle di un fotografo balbuziente alla ricerca di uno spazio dove pubblicare le sue opere.
Garrone, nella sua opera affronta con forza il tema dei disaggi e delle sofferenze degli immigrati come anche quello dell' interesse di quei imprenditori che si approfittano degli extracomunitari utilizzandoli come mano d' opera a un costo iniquo.
Il film attraverso una comicità feroce ci porta a  domandarci sulle ingiustizie presenti nella nostra società, perché troppo spesso guardiamo gli immigrati con paura e non con compassione; come possiamo accettare che nel nostro paese esistano persone con un comportamento simile a quello di uno schiavista.
Garrone, come spesso gli accade realizza un eccellente film, con una visione forte sul sociale, anche se il successo di pubblico è stato limitato.

Matteo Garrone:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/matteo-garrone-artista-di-cronaca_03.html

Il film su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=x06DMsiNBYY

Fonti:
http://www.mymovies.it/biografia/?r=7500

http://cinemadadenuncia.splinder.com/post/17312601/ospiti-1998-di-matteo-garrone-con-julian-sota-llazar-sota-pasqualino-mura-corrado-sassi

http://it.wikipedia.org/wiki/Ospiti


"Buon Natale... buon anno", Luigi Comencini al canto del cigno.

"Buon Natale.. buon anno" è una commedia diretta da Luigi Comencini, il film, uno degli ultimissimi lavori del genio di Salo è uscito nelle sale nel 1989.
Luigi Comencini è anche coautore della sceneggiatura (con la figlia Cristina e Raffaele Festa Campanile), il soggetto è ispirato a un romanzo di Pasquale Festa Campanile (fratello di Raffaele), la fotografia è opera di Armando Nannuzzi, il montaggio è di Sergio Buzi, le musiche di Fiorenzo Carpi.
Cristina Comencini si è occupata tra l' altro della scenografia e dei costumi.
Nel cast hanno partecipato la grandissima Virna Lisa, Michel Serrault, Tiziana Pini, Mattia Braglia, Consuelo Ferrara, Paolo Graziosi, Francesca Neri, Luciano Turi e tanti altri.
Il film, ancora una commedia drammatica, affronta i temi della  mancanza della riconoscenza e della vecchiaia:
Gino e Elvira, una coppia di anziani coniugi, non sono più in grado di pagare l' affitto e decidono di chiedere ospitalità alle figlie (ognuno da una delle due separatamente), sdebitandosi attraverso con i familiari attraverso commissioni.
Non tutto andrà come sperato dalla coppia, infatti il film, anticipa i tema drammatico dell' ipocrisia familiare che nel 1994 sarà magistralmente ripreso da Mario Monicelli, nel film "Parenti Serpenti" (pellicola con un ironia più dura e feroce).
Comencini, al suo penultimo lavoro realizza ancora un ottimo film, il regista, ormai avanti con gli anni, non perde la sua verve ironica.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Buon_Natale..._buon_anno

http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/buonnatalebuonanno.asp

"L' Amore Molesto", un capolavoro intimista di Mario Martone.

"L' Amore Molesto" è un film diretto da Mario Martone è uscito nelle sale cinematografiche nel 1995. Il soggetto è stato tratto da un libro omonimo di Elena Ferrante. Martone è autore anche della sceneggiatura (assieme alla stessa Elena Ferrante), della fotografia è responsabile Luca Bigazzi, del montaggio Jacopo Quadri, degli effetti speciali Paolo Ricci e delle musiche la coppia Steve Lacy e Alfred Shnitke.
Nel cast hanno partecipato Anna  Bonaiuto, Angela Luce, Gianni Cajafa, Anna Calato, Peppe Lancetta, Licia Maglietta, Italo Celoro, Lina Polito, Enzo De Caro e tanti altri.
Il film, drammatico, racconta con intensità il rapporto una madre e una figlia: Delia, compiuti ormai i 40 anni torna nella natia Napoli per indagare sulla morte della sua stessa madre.
Delia, durante le sue ricerche, si scontra con le sensazioni e i ricordi del suo stesso passato, riaprendo all' interno di se stessa  ferite intime e personali come anche traumi mai realmente superati.
Martone è come sempre un regista brillante e preparato, nel film, il suo secondo, descrive divinamente aspetti della cultura napoletana (anche grazie alla eccellente fotografia di Luca Bigazzi), e analizza  in forma intima e profonda i sentimenti e le emozioni di  due donne (madre e figlia) come anche  il loro rapporto interpersonale.
L' analisi psicanalitica nel film è fortemente presente, Martone a volte sembra ispirarsi al primo Antonioni.

Premi:
3 David di Donatello del 1995 e un Nastro d' Argento.

Immagini da Napoli, città dove è stato girato "L' Amore Molesto".
Foto proprietà della galleria Flickr di Perrimoon.


"L' Amore Molesto" il film completo su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=1XnSsCDoy1k

"L' Amore Molesto" l' estratto:
http://www.youtube.com/watch?v=yrujAicsWc0

Mario Martone:

http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/mario-martone-un-pezzo-del-nuovo-cinema.html

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/L%27amore_molesto

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=1403





lunedì 31 ottobre 2011

In Séraphine, il sentimento si cela sotto un'apparente aridità d'animo.







Che fantastico questo film di Martin Provost che, nel narrare una storia vera, descrive con raffinata eleganza la vita rude e selvatica e goffa di una celebre pittrice naïf Séraphine Louis, che si dipana lentamente, come il filo di una matassa, nel secolo scorso, a cavallo tra la grande guerra e la grave crisi economica del ’29. Questa singolare artista, unica e ineguagliabile come originalità pittorica, impersonata magistralmente dalla bravissima attrice Yolande Moreau, manifesta nella suo vivere rozzo e apparentemente misero una ricchezza interiore straordinariamente eccezionale, che ella risalta manifestando un innato amore contemplativo per la natura. Di questa ne fa una esaltazione peculiarmente dettagliata nei minimi particolari, con un’arte pittorica che è geniale e originale nel contempo. Lo fa in maniera puntuale e magistralmente precisa, tale da dare una inconsueta dinamicità alla staticità obbligata di una pittura, che è proprietà esclusiva di un pittore con una grande esperienza. Séraphine viene scoperta casualmente, in casa di una donna intellettualmente misera anche se ricca, da un critico tedesco Uhde che ritiene quelle opere uniche e singolari dal punto di vista dell’espressività artistica. È omosessuale questo critico che, come tutti gli omosessuali, ha in sé una sensibilità eccezionale che gli permette di cogliere subito la magnificenza artistica e la peculiarità pittorica di quei quadri-capolavori che fanno breccia improvvisamente nel popolo degli intenditori e, al tempo stesso, il sentimento genuino che predomina sull'apparente aridità d'animo dell'artista. Questo comporta a Séraphine, per i proventi ottenuti dalla vendita dei suoi quadri, un cambiamento del tenore di vita, non più serva ma padrona. Purtroppo la crisi economica non le assicura la continuazione di quella vita agiata conquistata dopo tante umiliazioni. Ciò le fa perdere l’intelletto e rinchiusa in una casa di cura per dementi dopo qualche anno muore. Un film bello anche se triste, che lascia sospese le emozioni per tutta la sua durata e che alla fine lascia l’amaro in bocca.(Francesco Giuliano)






Fonti:



http://www.mymovies.it/film/2008/seraphine/pubblico/?id=558364