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giovedì 19 aprile 2018
“The Silent Man” descrive con perfetta suspense la fermezza di un uomo integro
Titolo:
The Silent Man
Titolo
originale: Mark Felt: The Man Who
Brought Down the White House
Regia e sceneggiatura: Peter Landesman
Musiche: Daniel Pemberton
Produzione Paese: USA, 2017
Cast: Liam Neeson, Diane Lane, Tony Goldwyn,
Maika Monroe, Kate Walsh, Josh Lucas, Michael C. Hall, Marton Csokas, Tom
Sizemore, Bruce Greenwood, Julian Morris, Wendi McLendon-Covey, Ike Barinholtz,
Brian d’Arcy James, Noah Wyle, Eddie Marsan, […]
“The
Silent Man” è un film imperniato sulle vicissitudini fronteggiate dal vicedirettore
dell’FBI Mark Felt (Liam Neeson) durante i primi anni ’70, quando era ancora Presidente
degli Stati Uniti d’America Richard Nixon il quale, nel 1974, fu costretto a
dimettersi in seguito allo scandalo Watergate. Scandalo che fu generato dalle
rivelazioni che Mark Felt fece al giornalista Bob
Woodward (Julian Morris) del Washington
Post che in quel tempo, non avendolo potuto individuare, lo chiamò con il nome
di fantasia “Gola profonda” nel suo libro “All the President’s Men” (1974), “Tutti
gli uomini del presidente”, scritto assieme al collega Carl Bernstein, da cui
due anni dopo venne tratto l’omonimo film diretto da Alan J. Pakula. Soltanto,
dopo circa trent’anni, Mark Felt, ormai al sicuro da ogni rischio e per evitare
che questa sua condotta – essendo lui un democratico -, a suo tempo potesse
essere interpretata di parte e quindi utilizzata dai repubblicani e fatta
giudicare dall’opinione pubblica a suo sfavore, rivelò che era stato lui la
spia dell’FBI a passare le informazioni ai giornalisti del Post. Aveva indagato profondamente sulla
massima istituzione statunitense tant’è che ai suoi collaboratori diceva che il nostro compito è seguire le tracce sul terreno e tutte le
tracce sembrano portarci dentro la Casa Bianca! E, in seguito, aveva passato le informazioni sulla
corruzione all’interno dell’apparato presidenziale alla stampa, perché riteneva
che nessuno può fermare la forza di un'indagine dell’FBI! Nessuno, nemmeno ...
l’FBI, mettendo a rischio se
stesso e la sua famiglia convinto che a volte dobbiamo tradire ciò che amiamo, per salvare ciò che
amiamo! … C'è sempre un prezzo da pagare per quello che facciamo. E lo
paghiamo tutti, in un modo o nell'altro.
Peter Landesman che ha scritto anche
la sceneggiatura di “The Silent Man” descrive appunto la figura di Mark Felt
per dimostrarne la sua integrità morale e il suo valore umano mettendo in
evidenza – e Liam Neeson ci riesce magnificamente -, il suo temperamento
risoluto, deciso, intraprendente, ardito e saldo. Il grande
cacciatore di draghi e custode del sogno americano – lo definisce la moglie
Audrey (Diane Lane), redarguendolo per le sue ferme e
coraggiose convinzioni.
“The
Silent Man” è intrigante, galvanizzante e coinvolgente
e si collega indirettamente al film contemporaneo “The Post” (2017) di Steven
Spielberg perché mette in evidenza i travagli interiori di due persone che
neppure si conoscevano direttamente e che costituivano le due facce della stessa
medaglia, quella della salvaguardia della democrazia: da una parte, Kay Graham (Meril Streep), proprietaria di un giornale
che mise in gioco se stessa, la sua fama e la sua proprietà editoriale e, dall’altra,
Mark Felt (Liam Neeson) che con integrità, fedeltà, e coraggio mise in gioco la reputazione di se stesso e la sua famiglia.
Il film è stato presentato in anteprima al Toronto
International Film Festival (TIFF) 2017.
Filmografia
Parkland
(2003), Zona d’ombra (2015).
Francesco Giuliano
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