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mercoledì 2 novembre 2011

"Gli Ospiti", un dramma firmato Garrone.

"Gli Ospiti" è un film diretto da Matteo Garrone e uscito nelle sale nel 1998, Matteo Garrone è autore anche del soggetto, della sceneggiatura (con Attilio Caselli), della scenografia, della produzione e dei costumi. Della fotografia, nel film, è responsabile Marco Onorato, delle musiche "La Banda Osiris", del montaggio Marco Spatolini.
Nel cast hanno partecipato Gianni Di Gregorio, Corrado Sassi, Julian  Sota, Pasqualino Mura, Llazar Sora, Paola Rota, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia e tanti altri.
"Gli Ospiti" è una commedia drammatica, in sintesi la trama racconta l' intreccio tra le disavventure di due lavapiatti albanesi e quelle di un fotografo balbuziente alla ricerca di uno spazio dove pubblicare le sue opere.
Garrone, nella sua opera affronta con forza il tema dei disaggi e delle sofferenze degli immigrati come anche quello dell' interesse di quei imprenditori che si approfittano degli extracomunitari utilizzandoli come mano d' opera a un costo iniquo.
Il film attraverso una comicità feroce ci porta a  domandarci sulle ingiustizie presenti nella nostra società, perché troppo spesso guardiamo gli immigrati con paura e non con compassione; come possiamo accettare che nel nostro paese esistano persone con un comportamento simile a quello di uno schiavista.
Garrone, come spesso gli accade realizza un eccellente film, con una visione forte sul sociale, anche se il successo di pubblico è stato limitato.

Matteo Garrone:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/matteo-garrone-artista-di-cronaca_03.html

Il film su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=x06DMsiNBYY

Fonti:
http://www.mymovies.it/biografia/?r=7500

http://cinemadadenuncia.splinder.com/post/17312601/ospiti-1998-di-matteo-garrone-con-julian-sota-llazar-sota-pasqualino-mura-corrado-sassi

http://it.wikipedia.org/wiki/Ospiti


"Buon Natale... buon anno", Luigi Comencini al canto del cigno.

"Buon Natale.. buon anno" è una commedia diretta da Luigi Comencini, il film, uno degli ultimissimi lavori del genio di Salo è uscito nelle sale nel 1989.
Luigi Comencini è anche coautore della sceneggiatura (con la figlia Cristina e Raffaele Festa Campanile), il soggetto è ispirato a un romanzo di Pasquale Festa Campanile (fratello di Raffaele), la fotografia è opera di Armando Nannuzzi, il montaggio è di Sergio Buzi, le musiche di Fiorenzo Carpi.
Cristina Comencini si è occupata tra l' altro della scenografia e dei costumi.
Nel cast hanno partecipato la grandissima Virna Lisa, Michel Serrault, Tiziana Pini, Mattia Braglia, Consuelo Ferrara, Paolo Graziosi, Francesca Neri, Luciano Turi e tanti altri.
Il film, ancora una commedia drammatica, affronta i temi della  mancanza della riconoscenza e della vecchiaia:
Gino e Elvira, una coppia di anziani coniugi, non sono più in grado di pagare l' affitto e decidono di chiedere ospitalità alle figlie (ognuno da una delle due separatamente), sdebitandosi attraverso con i familiari attraverso commissioni.
Non tutto andrà come sperato dalla coppia, infatti il film, anticipa i tema drammatico dell' ipocrisia familiare che nel 1994 sarà magistralmente ripreso da Mario Monicelli, nel film "Parenti Serpenti" (pellicola con un ironia più dura e feroce).
Comencini, al suo penultimo lavoro realizza ancora un ottimo film, il regista, ormai avanti con gli anni, non perde la sua verve ironica.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Buon_Natale..._buon_anno

http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/buonnatalebuonanno.asp

"L' Amore Molesto", un capolavoro intimista di Mario Martone.

"L' Amore Molesto" è un film diretto da Mario Martone è uscito nelle sale cinematografiche nel 1995. Il soggetto è stato tratto da un libro omonimo di Elena Ferrante. Martone è autore anche della sceneggiatura (assieme alla stessa Elena Ferrante), della fotografia è responsabile Luca Bigazzi, del montaggio Jacopo Quadri, degli effetti speciali Paolo Ricci e delle musiche la coppia Steve Lacy e Alfred Shnitke.
Nel cast hanno partecipato Anna  Bonaiuto, Angela Luce, Gianni Cajafa, Anna Calato, Peppe Lancetta, Licia Maglietta, Italo Celoro, Lina Polito, Enzo De Caro e tanti altri.
Il film, drammatico, racconta con intensità il rapporto una madre e una figlia: Delia, compiuti ormai i 40 anni torna nella natia Napoli per indagare sulla morte della sua stessa madre.
Delia, durante le sue ricerche, si scontra con le sensazioni e i ricordi del suo stesso passato, riaprendo all' interno di se stessa  ferite intime e personali come anche traumi mai realmente superati.
Martone è come sempre un regista brillante e preparato, nel film, il suo secondo, descrive divinamente aspetti della cultura napoletana (anche grazie alla eccellente fotografia di Luca Bigazzi), e analizza  in forma intima e profonda i sentimenti e le emozioni di  due donne (madre e figlia) come anche  il loro rapporto interpersonale.
L' analisi psicanalitica nel film è fortemente presente, Martone a volte sembra ispirarsi al primo Antonioni.

Premi:
3 David di Donatello del 1995 e un Nastro d' Argento.

Immagini da Napoli, città dove è stato girato "L' Amore Molesto".
Foto proprietà della galleria Flickr di Perrimoon.


"L' Amore Molesto" il film completo su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=1XnSsCDoy1k

"L' Amore Molesto" l' estratto:
http://www.youtube.com/watch?v=yrujAicsWc0

Mario Martone:

http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/mario-martone-un-pezzo-del-nuovo-cinema.html

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/L%27amore_molesto

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=1403





lunedì 31 ottobre 2011

In Séraphine, il sentimento si cela sotto un'apparente aridità d'animo.







Che fantastico questo film di Martin Provost che, nel narrare una storia vera, descrive con raffinata eleganza la vita rude e selvatica e goffa di una celebre pittrice naïf Séraphine Louis, che si dipana lentamente, come il filo di una matassa, nel secolo scorso, a cavallo tra la grande guerra e la grave crisi economica del ’29. Questa singolare artista, unica e ineguagliabile come originalità pittorica, impersonata magistralmente dalla bravissima attrice Yolande Moreau, manifesta nella suo vivere rozzo e apparentemente misero una ricchezza interiore straordinariamente eccezionale, che ella risalta manifestando un innato amore contemplativo per la natura. Di questa ne fa una esaltazione peculiarmente dettagliata nei minimi particolari, con un’arte pittorica che è geniale e originale nel contempo. Lo fa in maniera puntuale e magistralmente precisa, tale da dare una inconsueta dinamicità alla staticità obbligata di una pittura, che è proprietà esclusiva di un pittore con una grande esperienza. Séraphine viene scoperta casualmente, in casa di una donna intellettualmente misera anche se ricca, da un critico tedesco Uhde che ritiene quelle opere uniche e singolari dal punto di vista dell’espressività artistica. È omosessuale questo critico che, come tutti gli omosessuali, ha in sé una sensibilità eccezionale che gli permette di cogliere subito la magnificenza artistica e la peculiarità pittorica di quei quadri-capolavori che fanno breccia improvvisamente nel popolo degli intenditori e, al tempo stesso, il sentimento genuino che predomina sull'apparente aridità d'animo dell'artista. Questo comporta a Séraphine, per i proventi ottenuti dalla vendita dei suoi quadri, un cambiamento del tenore di vita, non più serva ma padrona. Purtroppo la crisi economica non le assicura la continuazione di quella vita agiata conquistata dopo tante umiliazioni. Ciò le fa perdere l’intelletto e rinchiusa in una casa di cura per dementi dopo qualche anno muore. Un film bello anche se triste, che lascia sospese le emozioni per tutta la sua durata e che alla fine lascia l’amaro in bocca.(Francesco Giuliano)






Fonti:



http://www.mymovies.it/film/2008/seraphine/pubblico/?id=558364





domenica 30 ottobre 2011

In "Noi credevamo", gli Italiani sono idealisti o gattopardi?




"Noi Credevamo" è un film che mi ha fatto commuovere attimo dopo attimo perchè riprende, in modo magistrale, il sempreterno tema Meridionale, che si è esteso a tutta la nazione. Tratto da “Il gattopardo” di G. Tomasi di Lampedusa e visto da chi lo ha vissuto in prima persona, il film sviluppa la vita di tre giovani che credono, seppur tra reciproci sospetti, di cambiare il mondo in cui vivono, aspirando all’eliminazione fisica di re o di imperatori che quel mondo di retaggio medievale proteggono e salvaguardano a tutti i costi. Un mondo fatto di angherie, di sopraffazioni, di violenze, di prepotenze, di ferocie espletate dal potere assoluto dei monarchi, come al solito, sulla povera gente. Si snoda in questo film, sequenza dopo sequenza, la costruzione perfetta del contrasto evidente tra quei giovani genuini sognatori, mossi dagli ideali ispirati dalla Giovine Italia e da Giuseppe Mazzini, e i falsi, ipocriti, infidi menzogneri innovatori che cavalcano inizialmente la spinta emotiva rivoluzionaria di quelli, sfruttandola per il proprio tornaconto: sostituire al potere costituito un altro potere, al fine di “cambiare tutto perché tutto rimanga come prima”. Da ciò emerge il carattere fortemente pessimista del film, magistralmente diretto da Martone. Carattere che viene ingenerato già dal titolo “Noi credevamo” … di cambiare il mondo! Invece, il mondo è in mano sempre dei soliti noti, che aspettano dietro l'angolo.




Bravi tutti gli attori, Lo Cascio, Zingaretti, Servillo, ecc., e il regista che ha saputo assegnare loro il carattere del personaggio interpretato ma che,forse, poteva evitare di utilizzare più attori per descrivere le varie fasi della vita dei tre protagonisti principali. (Francesco Giuliano)





Mario Martone:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/mario-martone-un-pezzo-del-nuovo-cinema.html

Recensione del film di Giancarlo Milone:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/noi-credevamo-martone-racconta-storie.html
Fonti:


sabato 29 ottobre 2011

TERRAFERMA, un film italiano da premio Oscar







Un film, tra i tanti editi in questo inizio di stagione cinematografica, che consiglio di vedere, in quanto affronta il tema della crescente e diffusa insofferenza, alias xenofobia, che molti italiani manifestano nei confronti degli stranieri. Il grande Immanuel Kant in un suo breve saggio “Per la pace perpetua”, sosteneva che “l’ospitalità è il diritto di uno straniero, che arriva sul territorio altrui, di non essere trattato ostilmente. … si tratta di un diritto di visita che spetta a tutti gli uomini …”. Il filosofo asseriva ciò in quanto era sua convinzione che al determinismo naturale
derivante dalla sfericità della terra sulla quale gli uomini devono convivere, si accosta il sacrosanto diritto naturale, quello originario di ogni individuo all’eguale possesso della sua superficie. Il regista del film Emanuele Crialese, in una recente intervista, ha detto che ognuno di noi dovrebbe comportarsi nei confronti dei profughi come un pescatore in mezzo al mare perché ogni uomo ha il dovere sacrosanto, come avviene appunto in mare, di soccorrere un altro che si trova in pericolo. Chiunque esso sia e da qualunque parte del globo venga. Tali sono i tanti esuli che arrivano lungo le nostre coste per cercare di dare dignità alla loro vita sfuggendo alla fame, alla miseria, alla sete, alla guerra, dalla morte e da tutto ciò che rende il loro paese di
origine non vivibile. Bellissima e suggestiva è quell'immagine, da cui è stata estratta una delle locandine del film, che raffigura gli esuli che quasi contemporaneamente si tuffano in mare per raggiungere la salvezza. E' come un bel fiore che sta sbocciando quell'immagine e con essa il regista sembra che voglia dire che da quel fiore nascerà un frutto. Nel film, diretto magistralmente, e interpretato da attori famosi, come la bravissima Donatella Finocchiaro, e meno famosi, come il ruggente e vivace Filippo Pupillo, vengono evidenziati i contrasti tra chi ha paura dello straniero e delle regole imposte da leggi disumane, o timore di compromettere i propri interessi economici e chi, invece, si affida alla propria solida fede e alle leggi del mare e ai dettami dei propri padri. Alla fine i primi, contornati da un alone di squallore, risultano perdenti, mentre i secondi rivelano una profonda coscienza umana che li rende simili agli dei. Un film convincente e appassionante che descrive una realtà
vissuta e letta quotidianamente, dai tratti a volte saldamente duri, a volte emotivamente commoventi, tra essi bene equilibrati, e che non lascia spazi di noia o di distrazione allo spettatore il quale, alla fine, a stento e a malincuore riesce ad alzarsi dalla poltrona della sala. Non è un caso che “Terraferma” abbia avuto il premio speciale della giuria alla mostra del cinema di Venezia e sia stato scelto come candidato italiano all’Oscar 2011 per il migliore film straniero.
Francesco Giuliano







Emanuele Crialese.
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/emanuele-crialese-una-promessa-alla.html



Fonti.

venerdì 28 ottobre 2011

L'Amico di famiglia, musiche e immagini trascinanti.

L'Amico di famiglia è un film scritto e diretto da Paolo Sorrentino, presentato al Festival di Cannes 2006. Anche in questo film, Sorrentino rappresenta una società infelice e dura, pronta ad ingannare e a lasciare soli. La pellicola vede protagonista un fantastico Giacomo Rizzo nel ruolo di Geremia de' Geremei, apparentemente proprietario di una piccola sartoria, passa le sue giornate con la madre invalida in quel dell'Agro Pontino, ma i suoi redditi provengono da un'attività meno lecita; Geremia è un usuraio soprannominato "Cuoredoro"che con spietato interesse aiuta solo quelle poche persone pronte a risarcirlo profumatamente. Tutto il suo benessere economico, avrà fine quando i suoi stessi "amici" e informatori gli prepareranno una trappola nella quale cadrà a causa della sua avidità e di Rosalba (Laura Chiatti), che con maestria illuderà i suoi sentimenti, lasciandolo più solo di prima.
I dialoghi sono profondi e non perdono mai linearità, catturando l'attenzione per tutto il film, supportati da inquadrature perfette, riprese che riescono a rendere le immagini più interessanti, scene elaborate, colorate da personaggi grotteschi e amorali che il regista riesce a rende amabili come Geremia. Anche le musiche hanno un ruolo fondamentale nel film, curate da Teho Teardo rendono la pellicola poetica nonostante i contenuti.
La scena finale del film dopo la presentazione a Cannes venne modificata rendendola meno drastica ma non meno crudele.


Paolo Sorrentino:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/paolo-sorrentino-lenigmatico-regista.html



Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=LztZyhhizms

Fonti:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43624