Un nuovo blog che parla di cinema italiano. Potrete trovare informazioni complete sui migliori attori, registi e film del nostro cinema. Vi saranno anche riferimenti al cinema straniero , informazioni complete su come visualizzare un in streaming e suggerimenti e indicazioni rispetto ad altre pagine del settore.
venerdì 30 settembre 2016
“Café Society”, una digressione filosofico-sentimentale sugli eventi che caratterizzano la vita umana
Titolo:
Café Society
Regia,
Soggetto, Sceneggiatura: Woody Allen
Produzione
Stato: Usa, 2016
Cast:
Jesse Eisenberg, Jeannie Berlin, Steve Carell, Kristen Stewart, Blake Lively,
Parker Posey, Corey Stoll, Ken Stott, Anna Camp, Stephen Kunken Sar Lennick,
Paul Schneider, […]
Ancora
una volta, Woody Allen con “Café Society” confeziona un excursus
filosofico-sentimentale sugli eventi della vita umana e mostra la sua genialità
nel trovare i mezzi dialogici, densi di significati e di tratti ironici, per
indagare nella vita dei suoi personaggi e nel loro animo umano attraverso i
riferimenti non solo filosofici, ma inconsapevolmente anche attraverso leggi
scientifiche. E tutto questo lo fa egregiamente, come sa fare soltanto lui con
il suo originale stile, imponendo allo spettatore attenzione sul susseguirsi
degli eventi del film, in un’atmosfera serena e piacevole, ricca di decine di
pezzi di magnifica musica jazz degli anni trenta.
La
storia raccontata, una delle tante storie che possono verificarsi nella vita di
un uomo, si riferisce a Bobby (Jesse Eisenberg), uno dei tre figli di una
famiglia ebrea che vive a New York, il quale decide di trasferirsi a Los
Angeles per cambiare sia il lavoro di gioielliere, sia la vita. Bobby è un
giovane ingenuo, semplice, “naif” per intenderci, e di sani principi, tant’è
che addirittura si rifiuta di iniziare alla prostituzione una bella ragazza
Candy (Anna Camp) che gli si offre volontariamente. Aiutato dallo zio Phil
(Steve Carrell), rinomato e ricco agente cinematografico di Hollywood, Bobby
riesce ad affermarsi, conoscendo nel frattempo la bellissima segretaria dello
zio, Vonnie, diminutivo di Veronica (Kristen Stewart), di cui si invaghisce
abbagliato come “un cervo dai fari di un’auto”. I due si amano
appassionatamente e rifuggono dall’ambiente frivolo e formale dei divi del
cinema. L’amore è intenso anche se Vonnie, ad un certo punto, contraddicendosi
per la scelta che fa, che è quella di sposare lo zio Phil e con lui preferisce
“l’avere” piuttosto che “l’essere”, opta cioè per la vita agiata e vuota di significato a discapito della
genuinità sentimentale e sincera. Bobby, deluso, ritorna a New York per dimenticare
e perché stanco di quell’ambiente non confacente al suo carattere. Qui, grazie
al fratello gangster Ben (Corey Stoll), dirige brillantemente un night club,
attraverso cui diventa famoso e ben voluto, conoscendo persone che contano
nella società newyorkese ma anche un’altra bella donna, anche lei di nome Veronica
(Blake Lively),che sposa e dalla quale ha dei figli. Nel frattempo, avvengono
dei fatti importanti che stravolgono la vita di Bobby. C’è l’arresto del
fratello che, per i delitti commessi, viene condannato a morte e che, durante
la detenzione, si converte per opportunismo al cristianesimo, che è una
religione che prevede una vita dopo la morte a differenza di quella ebraica.
Poi avviene anche l’incontro con Vonnie, in trasferta a New York per un breve
periodo col marito Phil. Questo incontro è “galeotto” perché fa riaffiorare i
sentimenti amorosi tra i due che erano sedimentati per il tempo e per la
dimenticanza. Sentimenti che, in ogni caso, li hanno condizionati nelle loro
scelte future, così come avviene nella fisica delle particelle, in cui, secondo
lo scienziato quantomeccanico Paul Dirac, “Se due sistemi interagiscono tra loro per
un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche
modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di
loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”
Acuto,
profondo e originale come sempre, Woody Allen sottolinea, con il solito
sottile sarcasmo, i punti sostanziali
che governano la vita di ogni essere umano, in continuo divenire e in balia del
caos, anche se rimangono indelebili nel tempo solo i suoi sentimenti: il
mistero delle coincidenze, la vanità, la ricerca del successo e dell’effimero,
il becero opportunismo manifestato anche alle soglie della morte, il credo
religioso e il contrasto tra le varie confessioni religiose, l’assenza
nell’uomo di indagare sulla propria vita e derivarne una valutazione,
l’incapacità dell’uomo di governare la propria vita.
La pellicola è stata selezionata come film d'apertura, fuori
concorso, del Festival di Cannes 2016.
Filmografia
Prendi i
soldi e scappa (1965), Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971), Tutto
quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere
(1972), Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1976),
Manhattan (1977), Interiors (1978), Stardust Memories (1980),Una commedia sexy
in una notte di mezza estate (1982), Zelig (1983), Broadway Danny Rose (1984),
La rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986), Radio Days
(1987), Crimini e misfatti (1987), Settembre (1987), Un’altra donna (1978),
Alice (1990), Ombre e nebbia (1992), Mariti e mogli (1992), Misterioso
omicidio a Manhattan (1993), Pallottole su Broadway (1994), La dea dell’amore
(1995), Tutti dicono I love you (1996), Harry a pezzi (1997), Celebrity (1998),
Accordi e disaccordi (1999), Criminali da strapazzo (2000),La maledizione dello
scorpione di giada (2001), Hollywood Ending (2002),Anything Else (2003),
Melinda e Melinda (2004), Match Point (2005), Scoop (2006), Sogni e delitti
(2007), Vicky Cristina Barcelona (2008), Whatever Works – Basta che funzioni
(2009), Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010), Midnight in Paris (2011), To
Rome with Love (2011), Blue Jasmine (2013), Magic in the Moonlight (2014), Irrational
Man (2016) .
Francesco
Giuliano
sabato 24 settembre 2016
Arriva “Alice nella città”, la XIV edizione dal 13 al 23 ottobre 2016
La XIV edizione di “Alice nella città”, sezione autonoma e parallela della “Festa del Cinema di Roma”, dedicata alle giovani generazioni, si
svolgerà dal 13 al 23 ottobre 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica e il Cinema Admiral. Essa sarà diretta da
Gianluca Giannelli e Fabia Bettini e organizzata dall’Associazione Culturale
PlayTown Roma, con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT, del
Comune di Roma che, anche quest’anno, garantirà il trasporto scolastico dei
bambini del secondo ciclo elementare, della Camera di Commercio di Roma e
grazie al contributo di Acea Spa, BNL-BNP Paribas e della SIAE.
La sigla della XIV edizione sarà diretta dai registi Massimiliano e Gianluca De Serio che, attivi
ormai da diversi anni nel campo del cinema (Sette opere di Misericordia), del documentario (I ricordi del fiume) e della video
arte in generale, si sono ispirati per la loro sigla al cinema di Abbas
Kiarostami, in onore del quale “Alice nella città” in
collaborazione con la cineteca del Museo del cinema di Torino proporrà una retrospettiva dei film
del regista iraniano appena scomparso:
“I protagonisti della sigla sono alcuni giovani
abitanti di una grande baraccopoli, - dichiarano i registi - una città nella città, che esisteva a
Torino fino a qualche mese fa, sulle sponde del fiume Stura. Con loro abbiamo
vissuto due anni della nostra vita, mentre giravamo il documentario "I
ricordi del fiume". I ragazzi della baraccopoli sono intenti, nel
buio, a "guardare oltre", guardare "una luce", che si
concretizza poi nel film di Abbas Kiarostami "Dov'è la casa del mio
amico?". Essi sembrano infatti guardare, da luoghi diversi,
tutti i film di Abbas. La sigla è dunque anche un omaggio al maestro iraniano,
che abbiamo avuto modo di conoscere diversi anni fa, in giorni intensi di
cinema e di amicizia. Alla fine, è una ragazzina, una nostra piccola ‘Alice’,
che guarda, disegna, immagina e sogna il suo film, la sua città, tracciando un
ponte fra il ragazzo del film e il suo mondo, nelle baracche che da lì a poco
saranno distrutte, forse chiedendosi dove sia la casa del suo amico.”
Alice nella città, attenta ai temi giovanili, presenterà un
programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme originali.
12 le opere del Concorso Young/Adult, 3 film Fuori Concorso, 2 co-produzioni con
la Festa del Cinema e 2 eventi speciali, programmati
all’interno degli spazi dell’Auditorium Parco della Musica. Mentre al Cinema Admiral si
svolgerà il programma di Alice/Panorama, con 10 film che racconteranno il mondo
delle nuove generazioni, offrendo il pretesto per dire agli adulti cose da e
sui giovani, a cui si affiancherà la selezione del KINO Panorama/Italia, curata dai ragazzi
del KINO, che come per la passata edizione metterà l’accento sul cinema
italiano con proiezioni di film, documentari e cortometraggi di giovani
promesse.
Il Premio ‘Camera D’oro
Taodue 2016’, sarà assegnato dalla giuria presieduta dall’attore Matt Dillon e
composta dalla produttrice Camilla Nesbitt, l’attrice Anna Foglietta, il
regista Gabriele Mainetti, il regista Claudio Giovannesi e gli sceneggiatori
Giordano Meacci e Francesca Serafini. (F.G.)
venerdì 23 settembre 2016
“Escobar” ovvero la descrizione violenta della perdita del paradiso in Terra
Titolo:
Escobar
Titolo
originale: Escobar: Paradise Lost
Regia e Sceneggiatura: Andrea Di Stefano
Musica: Max Richter
Produzione Paese: Francia, Spagna, Belgio 2014,
(Uscita in Italia 25 agosto 2016)
Cast: Benicio Del Toro, Josh Hutcherson, Brady Corbet,
Claudia Traisac, Carlos Bardem, Ana Girardot, Laura Londoño, Lauren Ziemski,
Henry Bravo, aaron Zebede, Micke Moreno, Elmis Castrillo, Tenoch Huerta, Frank
Spano, […]
Il film racconta, di riflesso, gli ultimi anni di vita
del famoso trafficante di cocaina Pablo Emilio Escobar Gaviria, alias
Pablo ( Benicio Del Toro), a Medellin, in Colombia, prima che
venisse imprigionato. È stato uno dei più ricchi criminali della storia moderna
che basò il suo “successo” sul motto “lasciarsi corrompere o morire” perché,
uccidendo senza pensarci un attimo chi si rifiutava di collaborare, riuscì a
corrompere ufficiali della polizia, giudici e politici. Egli era ben voluto dal
popolo perché elargiva soldi e favori a chicchessia, tant’è che fu pure eletto
senatore per un breve periodo. È una regola sociale che laddove la povertà
dilaga, il ricco malfattore diventa “onnipotente” e viene venerato come se
fosse un Dio. E tutto questo si coglie perfettamente nel film.
La storia del film inizia dal momento in cui due fratelli
canadesi Nick (Josh Hutcherson) e Dylan
(Brady Corbet) si trasferiscono sulla costa del Pacifico
colombiano, perché attratti dalle bellezze naturali e perché vogliono aprire
una scuola dello sport acquatico surf per il quale l’oceano è molto adatto per
le sue onde perfette. Dylan è sposato con Laure (Ana Girardot), mentre
Nick non ha ancora legami affettivi. È per questo che, quando incontra
casualmente Maria (Claudia Traisac), se ne
innamora perdutamente. Amore che viene ricambiato apertamente con
vigore e schiettezza. Questo legame con Maria, nipote prediletta di Pablo
Escobar, per il susseguirsi degli eventi, veicola pian piano e irreversibilmente
Nick nell’ambiente malavitoso e terribile da cui gli diventa impossibile distaccarsi.
Nick, giovane affabile, onesto, non violento, amante dello sport, per amore di
Maria, purtroppo, si viene a trovare come un uccello in gabbia, da cui gli
viene difficile scappare ed è costretto ad accettare incarichi criminosi che
sono avulsi dalla sua indole bonaria e pacifica. Nick, in sintesi, dal quel
paradiso terrestre che lo aveva attratto passa in una situazione infernale, dove
non sa come muoversi e come agire per evitare di commettere i delitti che gli vengono
ordinati. La sua vita diventa un continuo incubo orribile perché risulta vano
ogni tentativo di fuga da quel terrore. E comprende che per lui sarà finita, se
non riuscirà a fuggire, quando telefonando a Pablo costui si paragona a Mowgli,
il personaggio creato da Rudyard Kipling ne ‘Il libro della giungla’, che nel finale
del romanzo deve “lasciarsi alle spalle gli amici e lui (Nick) è uno di
questi”.
Un film drammatico, molto coinvolgente, che suscita nello
spettatore un forte e continuo stato di tensione, e che pone di fronte due
mondi contrapposti: quello della criminalità e quello della genuinità umana
anche se ambedue tendono, con mezzi diversi, al valore fondamentale della
società che è quello della famiglia basato sull’amore e sul rispetto. Il film è
ben costruito e diretto da Andrea
Di Stefano, romano, trasferitosi giovanissimo negli USA per studiare all'Actor's Studio, che ne ha scritto l’ottima
sceneggiatura, realizzando perfettamente
un personaggio, quello di Escobar, molto vicino alla realtà, cinico, disumano,
violento, calcolatore, terribile, prossimo alla divinità, deciso, magnificamente
interpretato dall’ottimo Benicio Del Toro.
Filmografia
Andrea Di Stefano è stato protagonista in “Il principe
di Homburg” (1997) di Marco Bellocchio, “Il fantasma dell’opera” (1998) di
Dario Argento, “Prima che sia notte” (2000) di Julian Schnabel, “Almost Blue”
(2000) di Alex Infascelli, “Hotel” di Mike Figgis, “Il vestito da sposa” (2004)
di Fiorella Infascelli.
Francesco Giuliano
mercoledì 24 agosto 2016
Il ragazzo con la bicicletta o la storia un ragazzo ribelle
Titolo:
Il ragazzo con la bicicletta
Titolo
originale: Le Gamin Au Vélo
Regia e Sceneggiatura: Jean-Pierre Dardenne, Luc
Dardenne
Produzione Paese: Belgio, Francia, Italia 2011
Cast: Cécil de France, Thomas Doret, Jérémie
Renier, Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Egon Di Mateo,[…]
Cinque anni fa, quando ancora non scrivevo recensioni, vidi in prima visione
“Il
ragazzo con la bicicletta” che mi colpì per il suo
pungente e crudo realismo, per la sua forte intensità emotiva e coinvolgente e
per i suoi risvolti psicologici, fortemente drammatici, ma anche sociali. Avendolo
rivisto, ieri sera su Rai 5, in prima serata, e considerandolo un’opera degna
di nota, ho ritenuto opportuno, pur essendo trascorsi molti anni, recensirlo al
fine di fissarlo bene nella memoria, perché è uno di quei film che non devono
assolutamente essere dimenticati.
Cyril Catoul (Thomas
Doret) è un ragazzo di dodici anni affidato dal padre ad un istituto
di accoglienza. Egli mostra sin dall’inizio un comportamento ribelle, a dir
poco insopportabile anche se giustificato, perché non sopporta la lontananza
dal padre né i continui richiami. Un giorno riesce a disattendere la
sorveglianza e a fuggire andando alla ricerca del padre perché non è convinto
che questi l’abbia voluto abbandonare. In questa ricerca strenua, incontra
Samantha (Cécil de France) una parrucchiera che,
non avendo figli, rimane affascinata improvvisamente dal ragazzo e lo prende
con sé nei week end. Samantha ritrova e ricompra a Cyril, nel frattempo, la
bicicletta che il padre gli aveva regalato ma che aveva rivenduto per bisogno
di soldi. Cyril, a causa della sua
instabilità affettiva che lo induce a perdere l’equilibrio interiore, non
riesce ad apprezzare il gesto amoroso di Samantha a causa della rabbia che gli
ha generato l’abbandono paterno.
“Il
ragazzo con la bicicletta”, al Festival di Cannes 2011, ottenne il
Grand Prix Speciale della Giuria.
Grand Prix Speciale della Giuria.
Filmografia
Falsch (1987), Je pense à vous (1992); Las
promesse (1996), Rosetta (1999), Il figlio (2002), L’enfant – Una storia d’amore (2005),
Il matrimonio di Lorna (2008), Il ragazzo con la bicicletta (2011), Due giorni, una notte
(2014), La fille inconnue (2016).
Francesco Giuliano
giovedì 28 luglio 2016
MONTE, un film di Amir Naderi, fuori concorso alla 73^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Titolo: Monte
Regia e
Sceneggiatura: Amir Naderi
Produzione Paese: 2016, Italia, Usa, Francia
Cast: Andrea Sartoretti, Claudia Potenza.
“Monte”, che sarà presentato ‘Fuori concorso’
nella selezione ufficiale della 73^ Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è il primo progetto italiano del regista iraniano Amir
Naderi.
In un passato remoto, in un villaggio semi-abbandonato ai
piedi di una montagna vive Agostino con la moglie Nina e il figlio
Giovanni. La montagna si erge come un muro contro i raggi del sole, che
non arrivano mai a illuminare la loro terra, ridotta a pietre e
sterpaglia. Il film racconta la storia di quest'uomo e della sua famiglia,
la loro sfida quotidiana per abbattere la montagna, la sua forza ancestrale e
riportare la luce.
“Per
rendere qualcosa possibile in ogni momento, paga con il tuo cuore, abbi fede e
sii paziente. Non mollare finché non ci arrivi. Perché questo è il dono
dell’essere umano: la sfida”. Così Naderi parla di “Monte”, dove descrive la sfida dell’uomo di vivere in alta
quota, che è poi la condizione in cui sono stati catapultati anche gli attori e
tutta la troupe che ha lavorato alle riprese. Una vera cinematografia estrema
per un set ambientato in alta montagna, in un paesaggio incontaminato e in
condizioni atmosferiche e logistiche spesso molto difficili, dove è stato
ricostruito dal nulla un intero villaggio medioevale.
“L’Italia, con la sua cultura, la sua lunga storia
e il suo background complesso, è uno dei paesi più interessanti al mondo. Sono
convinto che più di qualsiasi altro paese abbia prodotto geni che hanno
cambiato il corso della civiltà. Questa è la ragione per cui questa volta ho
scelto di girare il mio nuovo film qui”.
Amir
Naderi è considerato una delle figure più influenti del nuovo cinema iraniano.
Dopo aver ambientato gli ultimi lavori in Iran, Stati Uniti e Giappone,
realizza per la prima volta un film in Italia. “Monte” è stato
girato quasi interamente sulle montagne dell'Alto Adige, a oltre 2.500 m
d’altezza sul gruppo montano del
Latemar, e in Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento di un cast e una
troupe italiani. Il film è anche
frutto di una produzione in gran parte italiana che vede il coinvolgimento
delle società Citrullo International, Zivago Media, che lo hanno realizzato
insieme con l'americana Cineric e la francese Ciné-sud Promotion. La pellicola
ha inoltre ricevuto un sostegno in fase di produzione dalla IDM Film Commission
dell'Alto Adige, dalla Film Commission del Friuli Venezia Giulia e dal
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione
generale per il cinema.
Filmografia
Khodâ hâfez rafiq (1972),
Saz-e dahani (1973), Tangsir (1973), Tangnâ (1973), Entezar (1974), Marsiyeh (1976), Sâkt-e Irân, Sâkt-e America (1978),
Jostoju 1 (1980), Jostoju 2 (1982), Il corridore
(1985), Acquas, vento, sabbia (1988), A,B,C, … Manhattan (1997), Marathon
(2002), Sound Barrie (2005), Vegfas:Based on a True Story (2008), Cut (2011).
Francesco Giuliano
venerdì 8 luglio 2016
“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini” o sulla vita che è un sistema complesso
Titolo:
Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini
Titolo
originale: Maggie’s Plan
Regia
e Sceneggiatura: Rebecca Miller
Soggetto:
Karen Rinaldi
Produzione
Stato: USA 2015
Cast: Greta
Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke, Bill Hader, Maya Rudolph, Travis Fimmel, Jackson
Frazer, Alex Morf, Wallace Shawn, Sue Jean Kim, Fredi Walker-Browne, Mina
Sundwall, […]
La
regista Rebecca Miller, figlia e moglie d’arte (suo padre è il
drammaturgo e scrittore Arthur Miller e suo marito l’attore britannico Daniel
Day-Lewis pluriOscar) con questo suo quinto film “Il piano di
Maggie – A cosa servono gli uomini” si rivela un’artista poliedrica
che riesce ad esplorare con brio e semplicità i sentimenti umani espressi da
una miscellanea di comportamenti confusi e irrazionali dei suoi personaggi
appartenenti ad un ceto sociale di elevata cultura. La sua narrazione colma di
situazioni bizzarre è densa di dialoghi profondi e significativi ma, al tempo
stesso, appare leggera, coinvolgente, ironica. Per tutto questo e per il tipico
humour intellettuale il suo stile si avvicina a quello alleniano. Nel contempo,
dal film emerge anche ‘la teoria del caos’ che governa gli eventi della vita umana e
del mondo che nessuna pianificazione può alterare. Si coglie, infatti, il
famoso concetto scientifico noto come “effetto farfalla” secondo cui come “il minimo battito d'ali di una farfalla è
in grado di provocare un uragano in un’altra parte del mondo”, così da un incontro casuale tra un
uomo e una donna può derivare l’innamoramento, che è un moto rivoluzionario
ovviamente incontrollabile e dagli sviluppi imprevedibili. È ciò che succede
alla protagonista del film Maggie
Hardin (Greta Gerwig), una
bella docente di arte e management, quando incontra casualmente, per un errore
amministrativo, lo scrittore antropologo John Harding (Ethan Hawke), un
marito in crisi, di cui si innamora per la prima volta. Ed è subito caos che sconvolge il suo animo umano e annulla
la sua nuova pianificazione. Nel caos, avviene una “dipendenza
sensibile alle condizioni iniziali”, cioè a variazioni infinitesime delle
condizioni iniziali corrispondono variazioni significative delle azioni future. “Dunque,
per primo fu il Caos, …” inizia
così la Teogonia del poeta greco Esiodo (VIII secolo a.C.), “… uno
spazio di fondo, un buco nero dell'universo” come lo ha definito Giulio Guidorizzi, ma che i filosofi
presocratici identificarono come “il
principio di tutte le cose”, materia amorfa, grezza e quindi disordinata,
priva di regole, a cui attinge un ‘principio
superiore’ per creare il mondo ordinato, che è il cosmo. Così come avviene
quando un bambino costruisce un puzzle prendendone i pezzi sparpagliati e
disordinati dalla scatola che li contiene. Come sostiene il giornalista James
Gleick, il caos “pone problemi che
sfidano i modi accettati di lavorare nella scienza e avanza tesi forti sul
comportamento universale della complessità.” Chi, tra gli esseri umani, non
rispetta le regole rientranti nell’azione consueta e, quindi, è un trasgressivo
nel senso migliore della parola, e si affida alla propria sensibilità e al
proprio estro, che lo spinge ad agire oltre la normalità delle capacità umane,
in effetti, si affida al caos. E dal caos nasce qualcosa di diverso che
inizialmente disorienta ma poi attrae e produce godimento perché dà un senso
sublime a ciò che l’essere umano fa! La vita è un
sistema complesso che non si può pianificare perché non se ne conoscono le
regole che sono quelle del caos. È per questo che le azioni connesse con il
procedere della vita sono caratterizzate da profonda incertezza. Maggie Hardin si comporta, infatti,
contrariamente a tutto ciò perché pianifica ogni cosa, anche quella di diventare
mamma. Prima di conoscere Ethan, accortasi di non potere avere una relazione stabile con un uomo,
Maggie aveva deciso di avere un figlio facendosi donare lo sperma da un
individuo stravagante Guy (Travis Fimmel), un produttore di cetrioli olandesi in scatola con una spiccata
mentalità matematica. Innamoratasi Maggie rinuncia a questa
pianificazione, si sposa con Ethan che, nel frattempo, divorzia dalla moglie
Georgette Nørgaard (Julianne Moore),
un’eccentrica quanto brava docente universitaria, e realizza il suo sogno partorendo una bella
bambina.
Le
cose per Maggie, però, dopo tre anni di matrimonio, non vanno per il verso
giusto sia perché si sente trascurata da Ethan che utilizza tutto il suo tempo
libero per scrivere un interminabile romanzo, sia perché è molto impegnata per
accudire oltre che la loro figlia anche i due figli di Ethan e Georgette. A
questo punto, Maggie cerca di fare
amicizia con Georgette con la quale organizza un nuovo piano che questa volta
coinvolge tutti e tre, ma che forse sarà stravolto ancora una volta. Greta
Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke, che formano un triangolo veramente
formidabile e ricco di spunti ironici e divertenti, vestono i panni dei tre
personaggi Maggie, Georgette e Ethan, evidenziandone magnificamente i
caratteri completamente diversi: Maggie è una donna estroversa, organizzata in tutto,
bella, allegra, caratterizzata da grande alterità; Georgette,al contrario, è fredda,
egocentrica,
brillante, distaccata, superba; Ethan, infine, è superficiale, sbadato,
passionale, irrazionale.
“Il
piano di Maggie – A cosa servono gli uomini”, un film che non si
dimentica e che pone diverse riflessioni sulla vita e che specula su come va il
mondo, tratto dal romanzo Karen Rinaldi
“A cosa servono gli uomini”, è stato presentato
al Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2016 e al Toronto Film
Festival 2015, al New York Film Festival 2015 e al Sundance Film Festival 2016.
Filmografia
Angela (1995), Personal Velocity (2002), La storia di Jack e Rose (2005),
The Privat Lives of Pippa Lee (2009).
Francesco Giuliano
Al via la XXII edizione della Rassegna di Cinema restaurato “Narni. Le vie del Cinema”
Dall’11 al 16 luglio 2016 Narni (TR) ospiterà la XXII edizione di “Le vie del cinema”, la Rassegna di
cinema restaurato, diretta da Giuliano Montaldo e Alberto Crespi e
organizzata per iniziativa del Comune
di Narni con la collaborazione della Cineteca di Milano, Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Centro
Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Rai Cinema, Lucky Red. L’ingresso è gratuito.
Come ogni anno, anche questa edizione sarà ricca di film di recente
recupero proiettati ogni sera sotto le stelle, a partire dalle 21.00 sul grande schermo
allestito nel Parco del Pini di
Narni Scalo, e presentati da ospiti illustri. Questa edizione XXII di “Le vie del cinema”, celebra la grande stagione della commedia
all’italiana.
È tempo di compleanni, di ricorrenze e di memorie. L’8 giugno
2016 è stato il centenario della nascita di Luigi Comencini. Il 23 dicembre, sempre del 2016, sarà il
centenario della nascita di Dino
Risi. Parte da questi due grandi registi il programma di Le
vie del cinema, che vuole celebrare con alcuni dei loro film meno noti. Uno di
essi, e questo di lunedì mattina,
è un titolo pressoché dimenticato e inedito in Italia: un film che Comencini
girò in Germania nel 1959. Le vie del cinema lo presenterà in copia originale
con sottotitoli, nel restauro realizzato dalla Cineteca di Milano della quale
Comencini fu uno dei fondatori. Per l’occasione l’attore Franco Longobardi presenterà in
anteprima assoluta un estratto del suo film di montaggio realizzato in
collaborazione con la Cineteca Italiana di Milano, Comencini amore e fantasia, dedicato al doppiaggio nei film di
Comencini (che, al pari di suoi illustri colleghi come Fellini e Pasolini,
concepiva il doppiaggio come una fase fortemente “creativa” dei film e doppiava
spesso attori, anche famosi, con voci di altri attori altrettanto importanti,
con effetti spesso sorprendenti). Un accostamento proposto in voluta
coincidenza con un film mai doppiato in italiano.
Proviene da Milano anche La
valigia dei sogni, sempre di Comencini, film realizzato nel 1953, lo
stesso anno di “Pane amore e fantasia”: nell’occasione il conduttore televisivo Simone Annicchiarico e
l’autore Alessandro Boschi,
assieme ad Alberto Crespi, ricorderanno come il film abbia dato il titolo a una
gloriosa trasmissione tv, dedicata alle storie e ai luoghi del cinema, andata
in onda per anni su La7. E come nella trasmissione tv, i tre racconteranno
aneddoti e curiosità sul film.
Di Dino Risi sarà proposto Il
segno di Venere, con un cast strepitoso nel quale spiccano Franca Valeri
(anche sceneggiatrice), Sophia Loren, Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Peppino
De Filippo, alla presenza del figlio Marco Risi, importante regista già ospite de Le vie del cinema
quando la città di Narni intitolò una piazza al grande Dino. Sempre nel segno
della commedia, quest’anno compie mezzo secolo L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, vecchio amico
del festival di Narni, che lo proporrà in chiusura: lo introdurranno il critico Steve Della Casa, autore del Castoro
Cinema su Monicelli, e il grande italianista Giulio Ferroni che collegherà il film alla grande
tradizione della letteratura cavalleresca. Ettore Scola, altro amico del
festival, è invece scomparso lo scorso 19 gennaio. Le vie del cinema lo
ricorderà con uno dei suoi film più importanti e profetici, La terrazza, una lucidissima analisi
della crisi della sinistra storica, alla presenza di Giuliano Montaldo, collega e amico di
Scola, e di Alberto Incrocci,
figlio dello sceneggiatore Age. Non mancherà, anche quest’anno, la proposta del
film internazionale restaurato che per questa 22^ edizione
sarà: La città incantata,
capolavoro del maestro giapponese del cinema d'animazione, Hayao Miyazaki
(restauro digitale a cura della Lucky Red, che distribuisce in Italia i film
del grande regista) scelto per aprire la manifestazione. Lo presenterà Andrea Occhipinti, produttore e
distributore, nonché fondatore della Lucky Red.
Questo il programma:
Lunedì 11 luglio ore 21:00 – “La
città incantata” di Hayao Miyazaki, Giappone, 2001, animazione.
Martedì 12 luglio ore 21:00 - Proiezione (Durata 15 minuti circa) in anteprima di un estratto del film di
montaggio “Comencini
amore e fantasia - Gli Invisibili
Grandi Attori che hanno dato Voce al Cinema di Comencini” di Franco Longobardi.
La Fondazione Cineteca Italiana, nella ricorrenza del centenario della
nascita del Maestro del Cinema Italiano Luigi Comencini, ha realizzato un
docu-film antologico diretto da Franco Longobardi e dedicato a due speciali
categorie d'interpreti dei suoi film: i bambini e i doppiatori. In esso viene
rivelata una delle particolarità meno note della sua produzione
cinematografica: la partecipazione “invisibile” di celebri volti del grande e
del piccolo schermo, selezionati da Comencini stesso per vestire
occasionalmente gli inusuali panni del doppiatore.
Si scopre quindi che dietro alcuni celebri attori del calibro di Gian Maria
Volontè, Adolfo Celi, Sophia Loren, Gastone Moschin, Antonio Cifariello, Bette
Davis, George Chakiris, Silvana Pampanini, Vittorio Gassman, si nascondono le
recitazioni vocali di altrettanto importanti interpreti italiani. Infine si
rende omaggio ad alcune personalità predilette da Comencini, valorizzate nel
doppio ruolo di attori e doppiatori, come Nino Manfredi, Marisa Merlini, Gigi
Reder e altri.
Poi sarà proiettata la versione originale di “E questo di lunedì mattina” di Luigi Comencini - Germania, 1959
Mercoledì 13 luglio ore 21:00 – “Il
segno di Venere” di Dino Risi, Italia, 1955.
Giovedì 14 luglio ore 21:00: “La
valigia dei sogni” di Luigi Comencini, Italia, 1953.
Venerdì 15 luglio ore 21:00: “La
terrazza” di Ettore Scola, Italia/Francia, 1980.
Sabato 16 luglio ore 21:00: “L’armata
Brancaleone” di Mario Monicelli, Italia, 1966.
Nel contempo, per i più piccoli ci sarà: La 4^ edizione del “Cinema Animato
restaurato”. Ogni sera, alle 21.30, all’interno di
un’ala del Parco dei Pini a
Narni Scalo i più piccoli potranno vedere sul grande
schermo i classici Disney in versione restaurata: Lunedì 11 luglio - La Carica dei 101 (1961) diretto
da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi.
Martedì 12 luglio -Cenerentola (1950) diretto da Wilfred
Jackson, Hamilton
Luske e Clyde Geronimi.
Mercoledì 13 luglio - Il libro della giungla (1967) diretto da Wolfgang Reitherman.
Giovedì 14 luglio - La bella e la
bestia (1991)
diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise. Venerdì 15 luglio - Gli Aritogatti (1970) diretto da Wolfgang Reitherman.
Sabato 16 luglio - Il re leone (1994)
diretto da Roger Allers e Rob Minkoff.
(Estratto e-mail da L. Viti e L. Delle
Fratte)
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