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mercoledì 26 ottobre 2011

Pranzo di Ferragosto, il divertente debutto di Gianni di Gregorio.

Pranzo di Ferragosto, è una commedia scritta, diretta e interpretata da Gianni di Gregorio ed è tratta da un fatto realmente accaduto. La pellicola uscita nel 2008 ha ricevuto vari riconoscimenti alla Mostra del Cinema di Venezia come miglior regista esordiente dell'anno, aggiudicandosi i David di Donatello e i Nastri d'Argento. Il film ha vinto anche il Premio Vanzina Opera Prima "Luigi de Laurentis".
La commedia racconta di Gianni, romano, alle prese con una mamma un pò capricciosa ed eccentrica, insieme alla quale offrirà ospitalità ad altre mamme abbandonate a causa di alcuni "contrattempi" dei propri familiari.
Tutti gli interpreti del film (a parte Gianni di Gregorio e Alfonso Santagata) sono attori non professionisti, ma il regista sullo sfondo di una Trastevere insolita, deserta, riesce a dirigere un cast di vecchiette in maniera brillante e neorealista, rendendo la pellicola ironica e genuina risaltando con spassosa tenerezza i vizi e le virtù di una generazione poco raccontata dal cinema italiano.
Il film è stato prodotto da Matteo Garrone, il quale ha partecipato anche alla sceneggiatura e distribuito dalla Fandango.

Gianni Di Gregorio:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/pranzo-di-ferragosto-il-divertente.html
Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=3AkosFliKG8

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pranzo_di_ferragosto

Romanticismo ed epicureismo nell’ultimo film di Gus Van Sant: L’amore che resta.



“L’amore che resta” è l’ultimo film di Gus Van Sant (regista dell’indimenticabile e originale “Scoprendo Forrester” con l’insuperabile Sean Connery)) con due giovani attori, Henry Hopper e Mia Wasikowska, che personificano rispettivamente due giovani ventenni, Enoch e Annabel. In questo film il regista, che mette sempre sul primo piano, in chiave psicologica, la sensibilità, la fragilità e il disorientamento dei giovani nella società moderna, affronta un tema interessante, quello dell’Amore e della Morte, tanto caro a Giacomo Leopardi che, nel canto, Amore e Morte, con un incipit di Menandro “Muor giovane colui ch’al cielo è caro”, così recita “Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte/ Ingenerò la sorte./ Cose quaggiù sì belle/Altre il mondo non ha, non han le stelle./ Nasce dall’uno il bene,/ Nasce il piacer maggiore/ Che per lo mar dell’essere si trova;/ L’altra ogni gran dolore,/ Ogni gran male annulla.” Detta così, e avendo preso come riferimento uno dei più grandi poeti pessimisti del romanticismo italiano, sembrerebbe che il film avesse una piega tristemente malinconica e dai primi fotogrammi dà allo spettatore questa idea. Enoch, infatti, uscito indenne da un brutto incidente dove sono morti i suoi genitori, è un giovane chiuso e infelice che, vestito di nero di tutto punto, partecipa ai funerali di estranei. Forse lo fa per colmare la profonda mancanza generata dal fatto che non ha potuto assistere al funerale dei genitori né vederli per l’ultima volta poiché in quel tempo era in coma, oppure lo fa per poter vedere nel morto i propri genitori. In uno di questi funerali conosce Annabel e, come un lampo a ciel sereno, se ne innamora in un attimo. E allora amare è come morire, come sostenta ancora, nel medesimo canto, Giacomo Leopardi “Quando novellamente/ Nasce nel cor profondo/ Un amoroso affetto,/ Languido e stanco insiem con esso in petto/ Un desiderio di morir si sente:/ Come, non so: ma tale/ D’amor vero e possente è il primo effetto.”
Nel momento in cui, tuttavia, la vita di Enoch sta per avere una svolta ingenerante un cambiamento positivo e, di conseguenza, sta per fargli cogliere una felicità tanto agognata, viene colto da un’angoscia profonda nell’attimo in cui apprende che alla sua amata Annabel, malata terminale per un cancro, rimangono pochi mesi di vita. Alla disgraziata fine dei genitori che aveva relegato Enoch in una depressione paurosa, quasi irreversibile, se ne aggiunge ora un’altra, che gli appare ancora più sconvolgente. È qui che nel suo svolgersi il film acquista un andamento, a parer mio, dai connotati epicurei, perché si svolge essenzialmente attorno al tema del Carpe diem di oraziana memoria, (come postula il poeta latino Orazio nella XI ode dedicata a Leuconoe) “carpe diem, quam minimum credula postero”, in quanto i due giovani cercano di vivere la vita, momento per momento, incuranti della triste certezza del domani funesto. Anche perché, nella disumana situazione di Annabel, il film dà un messaggio di particolarità originale: non serve a niente sperare, in quanto la speranza risulta vana e illusoria, come sostiene il filosofo Luc Ferry secondo cui “... la speranza non solo ci mette in uno stato di tensione negativa, ma ci priva anche del presente: preoccupati di un avvenire migliore, dimentichiamo che l’unica vita che valga la pena di essere vissuta, la sola che,molto semplicemente, esista,è quella che si svolge sotto i nostri occhi,qui e ora”. Per questo hanno fatto bene i due giovani a non sperare che la penosa prospettiva palesata volgesse per il meglio, ma a godere del tempo rimanente ad Annabel facendo esplodere e realizzare i loro sentimenti più genuini. L’epicureismo, in questo bel film, risalta ancora dalla contrapposizione della brevità della vita all’amore che resta dopo la morte o, in senso ottimistico, perché la morte altro non è che la prosecuzione della vita stessa. Allora piuttosto che piangersi addosso – questo penso voglia essere il messaggio del regista -, non è meglio godere dei momenti felici, di quei momenti in cui l’amore sboccia come un fiore delicato, profumato, e sensibile che rende la vita colorata e apprezzabile? Carpe diem, dunque. E un altro messaggio che ho colto come spettatore è che ognuno di noi sa che deve morire ma non sa quando. Ebbene dove sta la differenza visto che la morte accomuna tutti gli esseri viventi? Non essendoci, allora, differenza tra chi sa quando approssimativamente deve morire e chi, invece, non lo sa, a che serve pensare al domani trascurando di captare i momenti felici e viverli intensamente?

Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=ffQM4zDcse0

Fonti
Dal canto XXVII, Amore e Morte (1-10 e 27-33) - I canti (introduzione e commento di Mario Fubini e con la collaborazione di Emilio Bigi) di Giacomo Leopardi –– Loescher, 1964
Luc Ferry (trad. di Simona Martini Vigezzi) – Al posto di Dio – Sguardi Frassinelli






Il Siero della Vanità, un giallo che non convince.

Il Siero della Vanità di Alex Infascelli uscito nelle sale del 2004, prende spunto dal giallo di Niccolò Ammaniti. La trama si sviluppa attorno alla scomparsa misteriosa di alcuni personaggi famosi della televisione trash. Le indagini saranno affidate a due ispettori di polizia, interpretati da Margherita Buy (nel ruolo di Lucia Allesco) e da Valerio Mastrandrea (Franco Berardi) i quali cercheranno di capire il legame che accomuna le vittime, ricercando la verità in una Roma malata di protagonismo e despressione.
La pellicola purtroppo non riscuote i consensi ottenuti per Almost Blue, le scene scorrono senza mai creare tensione nello spettatore, il coinvolgimento emotivo è debole. L'esperienza di Infascelli per i videoclip stavolta non basta, e la scelta di non utilizzare un tecnico della fotografia come Arnaldo Catinari si fa sentire, le immagini non conquistano e la colonna sonora affidata a Marco Morgan Castoldi risulta più seducente di tutto il film.

Alex Infascelli:
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/alex-infascelli.html
Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=n3Kwv6JTNfE

Fonti:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35012

Lucio Pellegrini, una carriera tra cinema e televisione

Lucio Pellegrini è nato ad Asti il 20 Ottobre del 1965, è un regista e autore televisivo piemontese. Nei primi anni della sua carriera si è occupato di televisione, tra i suoi programma possiamo ricordare "Target", e "Ciro, il Figlio di Target". Già nel 1999 dirige il suo primo film, "E allora Mambo", che vede come attori Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, gli stessi attori  lo avevano accompagnato in molti dei programmi televisivi scritti dallo stesso Pellegrini. Il film ha un discreto successo, di pubblico e di critica, si tratta di una commedia drammatica ottima per essere un esordio e Lucio Pellegrini realizza l' hanno successivo un nuovo film, con un cast molto simile al precedente, "Mambo".
Negli anni successivi Pellegrino dirige altri 4 lungometraggi, l' ultimo, nel 2011, "La Vita Facile" e varie serie televisive, ad esempio la "Strana Coppia", proseguendo una carriera che pur senza punte di eccellenza è ricca di produzioni di qualità.

Filmografia:
"E Allora Mambo!" (1999).
"Tandem" (2000).
"Ora, o mai più" (2003).
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/ora-o-mai-piu-il-terzo-film-di-lucio.html
"La vita è breve, ma la giornata è lunghissima" (2005). Girato in collaborazione di Gianni Zanati.
"Figli delle Stelle" (2010).
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/figli-delle-stelle-una-commedia-di.html
"La Vita è Facile" 2011.
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/11/la-vita-facile-l-ultimo-film-di-stefano.html

martedì 25 ottobre 2011

Almost Blue

Il film che segna l’esordio come regista di Alex Infascelli, tratto dal libro di Carlo Lucarelli, ha ottenuto molti riconoscimenti come miglior regista esordiente. La pellicola è un thriller ambientato a Bologna, dove l’ ispettrice di polizia Grazia Negro indaga su una serie di omicidi cruenti legati da un comune denominatore; sulla scena del delitto compare sempre un giovane identico alle vittime.






Locandina del film "Almost Blue"
Le indagini riescono a arrivare alla luce solo grazie all’aiuto di Simone (interpretato da un emozionante Claudio Santamaria) , un ragazzo autistico e cieco che riesce a riconoscere l’omicida dalla voce. Infascelli sperimenta attraverso il film un genere che finora era legato al cinema americano, prendendo ispirazione dal film Fargo dei Fratelli Coen, soprattutto per il personaggio di Grazia Negro. I tre protagonisti hanno una profilo psicologico molto articolato, ed il film si sviluppa seguendo le loro prospettive. Le immagini sono molto forti e lo stile del film supportato da musiche potenti rende la pellicola molto suggestiva. Il titolo Almoust Blue è preso dal brano di Chet Baker ed è stato rivisitato da Elvis Costello il quale lo ha reso più confidenziale facendo emergere lo stato d’animo di Simone in modo intenso.





Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=xkdLkyycam0ube.com/watch?v=xkdLkyycam0

Fonti:





Alex Infascelli:


Alex Infascelli

Alex Infascelli è un regista romano, nato il 9 novembre del 1967. La sua carriera inizia a Los Angeles nel 1989 (dopo aver lavorato come musicista per varie band romane) dove collabora come aiuto scenografo e aiuto regista per vari videoclip prodotti dalla Propaganda Film diventata famosa per la produzione di Twin Peaks. Tra gli altri lavori musicali ricordiamo Domino dei Kiss, Black or White di Michael Jackson e Alive dei Perl Jam. Anche in italia lavora per alcuni videoclip di cantanti italiani come: Daniele Silvestri, Almamegretta, Luca Carboni e Frankie HI-NRG MC. Nel 1994 dirige Vuoto a rendere per il film collettivo DeGenerazione, mentre nel 1996 lo vediamo impegnato nel videoclip di Lucy dei Cocteau Twins colonna sonora del film “Io Ballo da Sola” di Bernardo Bertolucci e nell’episodio Se son rose pungeranno del film Esercizi di Stile presentato a Venezia.
Il riconoscimento come regista e sceneggiatore, arriva nel 2000 grazie al film Almous Blue (tratto dal romanzo di Carlo Lucarelli) nel quale dirige Claudio Santamaria e Lorenza Indovina. La pellicola piace molto al pubblico e alla critica che lo premia con il Ciak d’Oro, il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente. Nel 2004 dirige Margherita Buy e Valerio Mastrandrea nel film thriller Il siero della Vanità. Nello stesso anno dirige anche il corto L’Ultimo giorno. Nel 2006 esce H2 Odio, un Thriller- Horror che verrà distribuito per la prima volta nella storia del cinema allegato a un quotidiano. Sempre nel 2006 conduce il programma brand: news su MTV. Nel 2008 vince il premio di migliore regia al Roma Fiction Festival per la serie Donne Assassine andata in onda sui canali Fox. Nel 2009 per Sky Cinema dirige la miniserie Nel Nome del Male con Fabrizio Bentivoglio.
Filmografia:

Almost Blue (2000):

http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/almost-blue.html
Il siero della vanità (2004)
http://info-italia-cinema.blogspot.com/2011/10/il-siero-della-vanita-un-giallo-che-non.html
H 2 Odio (2006)


Fonti:
it.wikipedia.org/wiki/Alex_Infascelli

"Tutti a Casa", la ritirata secondo Luigi Comencini.

"Tutti a Casa" è un film capolavoro di Luigi Comencini, uscito nelle sale nel 1960.
Luigi Comencini  ha collaborato anche alla sceneggiatura preparata con Age y Scarpelli (autori tra l' altro del soggetto), della fotografia si è incaricato Carlo Carlini, del montaggio Nino Baragli, degli effetti speciali Serse Urbisaglia,  delle musiche Francesco Lavagnino e delle scenografie Giuliano Lauranti.
La produzione e la distrubuzione sono state realizzate dal grandissimo Dino De Laurentis e le sue imprese, il cast del film è anch' esso eccezionale, vi partecipano infatti Alberto Sordi (il protagonista principale), Edoardo De Filippo, Serge Reggiani, Claudio Gloria, Martin Balsam, Nino Castelnuovo, Mario Feliciani e tanti altri.
Il film è una commedia drammatica, la cosiddetta commedia all' italiana, anche se le lagrime sono più frequenti dei sorrisi, il tema della ritirata è affontato in forma magistrale, in tutti i suoi aspetti e le contraddizioni, credo l' opera abbia uno spessore che supera anche quello letterario di un capolavoro del genere "Addio alle Armi" di Ernest Hemingway":
se Hemingway riesce  di una ritirata riesce a raccontare la resa, il ritorno, la violenza e la follia, Comencini (anche a causa del diverso contesto storico) vi aggiunge i tradimenti, il cambi di ideali e il contrasto ideologico, ad esempio la scena iniziale, con Alberto Sordi che chiama la centrale pensando che i tedeschi si fossero alleati con gli americani è un capolavoro, in pochi secondi descrive il cambio della guerra , l' immagine di soldati che da fascisti si trasfomano in anti-fascisti principalmente perchè la storia lo ha deciso.
E poi il ritorno a casa, ognuno cercando il proprio ideale, tra chi decide di lottare per la repubblica di Salo e chi va tra i monti con i partigiani, chi vuole solo cambiare vita, scappare via da quell' inferno, tornare a casa, innamorarsi, o ritrovare l' amore, chi muore alle porte del suo paese, lasciando incompiuto il suo sogno di leggerezza, chi ha pressioni da parte della famiglia per continuare a combattere per un ideale mai realmente sentito proprio.
Nelle mie recensioni non mi piace raccontare, o anticipare i dettagli della storia, almeno nei grandi film, credo valga la pena guardare  la trama aspettandola con sorpresa e nella recenzione  descrivere solo i concetti e l' idee, il senso che io vedo all' interno delle immagini, di  descrivere il contenuto, senza svelare il segreto della storia.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tutti_a_casa
Estratto:
http://www.youtube.com/watch?v=nGqE2gwmBEs

Immagini della festa del 25 Aprile, anziani soldati, probabilmente protagonisti della resistenza.  

La foto è di proprietà della galleria fotografica di Lidal-K.