Un nuovo blog che parla di cinema italiano. Potrete trovare informazioni complete sui migliori attori, registi e film del nostro cinema. Vi saranno anche riferimenti al cinema straniero , informazioni complete su come visualizzare un in streaming e suggerimenti e indicazioni rispetto ad altre pagine del settore.
giovedì 9 giugno 2016
“Enrico Rava. Note necessarie”, film-documentario diretto da Monica Affatato sul trombettista italiano, in anteprima mondiale al Biografilm Festival a Bologna
Verrà presentato in anteprima
mondiale il 12 giugno alle 17.30 nella cornice del Biografilm
Festival di Bologna il film documentario “Enrico Rava. Note
necessarie” diretto dalla regista Monica Affatato, che torna a
trattare attraverso immagini cinematografiche il mondo della musica. Dopo
un'incursione nel combattivo mondo musicale di Demetrio Stratos attraverso il
documentario “La voce di Stratos”, la regista torinese racconta un'altra icona
della musica italiana: Enrico Rava, trombettista
italiano più celebre al mondo.
Geniale e innovativo musicista, la vita di Rava corrisponde a un
importante pezzo di storia del jazz e della musica in generale, in un momento
storico di grande fermento sia politico che culturale. Attraverso la ricerca di
Monica Affatato, che con grande curiosità e consapevolezza ha ripescato dagli
archivi materiali unici e rari, arricchito da approfondimenti teorici di
Stefano Zenni che contestualizzano questa musica così evolutiva, ripercorriamo
con Rava, e attraverso Rava, decenni di arte. La collaborazione con Altan, che
nel 1997 illustrò l’album ‘Noir’ con un inedito fumetto, in cui Rava era
protagonista; il duetto con Bollani (che nel documentario racconta gli sfiziosi
'dietro le quinte' del loro tour); la collaborazione con artisti come
Michelangelo Pistoletto (che curò nel 1980 la copertina del suo LP ‘Ah’); la
presenza nel film di riprese rare di Pier Paolo Pasolini; le jam session con
Gato Barbieri; le serate con le leggende del jazz italiano come Massimo Urbani
e uno strepitoso concerto con Michel Petrucciani.Ed altro ancora. Con uno stile
fresco vengono raccontati il passato e il presente, in un medley di
eventi unici e irripetibili raccontati in prima persona da chi li ha vissuti,
per poi essere raccolti e confezionati con originale capacità.
“Quando ero ragazzino l’idea di fare il musicista di Jazz era come voler fare il cowboy”- afferma Rava.
Da Torino a New York, da Buenos Aires ad Atlanta, Enrico Rava ha
plasmato il jazz contemporaneo degli ultimi cinquant'anni. Nel film assieme a
colleghi e amici, ripercorre la sua vita salvata e modellata dall'incontro con
la musica. Con il trombettista, le sue storie personali e gli incontri
avvincenti dagli anni Sessanta fino ad oggi, “Enrico Rava. Note
Necessarie” ci accompagna in un viaggio (non solo biografico) che
attraversa il mondo del jazz, per scoprirne la forza di musica rivoluzionaria e
il potere di arte liberatoria che si trasforma insieme con la società.
Intessuto di musica e concerti (che sarà possibile ascoltare
grazie alla magia avvolgente del Dolby Digital 5.1), materiali esclusivi e
interviste a Carla Bley, Roswell Rudd, Michelangelo Pistoletto, Francesco
Tullio Altan e tanti altri, arricchito da materiali rari - dal Gato Barbieri
filmato da Pasolini alla presenza di Michel Petrucciani -, attraversato da
riflessioni teoriche, il film conduce al nucleo segreto del jazz, ciò che lo
rende un linguaggio di libertà, oltre che un genere musicale.
È quella imprevedibilità dell'improvvisazione, che si conserva
nella sua anima non scritta, ribelle, e al tempo stesso aperta e inclusiva.
Come Enrico Rava ci ricorda: “Quando tutto funziona, è una democrazia perfetta,
che solo il jazz può creare”.
La sera del 12 giugno, alle 21.15, la musica continua,
nell’ambito del programma distaccato del festival, nella sezione Bioparco (che
si svolge al Parco del Cavaticcio a Bologna): Enrico Rava si esibirà
con il suo "New Quartet" nella splendida cornice degli eventi
speciali del Biografilm.
mercoledì 8 giugno 2016
Il ‘Ciak Alice giovani’ va a ‘Un bacio’ di Ivan Cotroneo
Il ‘Ciak Alice giovani’ nasce dalla collaborazione tra Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del
Cinema di Roma e la Rivista di cinema ‘Ciak’. Questa categoria di premio nata cinque
anni fa per intercettare i gusti del pubblico giovane è dedicata al miglior film italiano rivolto al mondo
dei ragazzi e degli adolescenti.
Il ‘Ciak
Alice giovani 2016’ è stato assegnato al film di Ivan Cotroneo “Un bacio”, prodotto da Indigo
Film e Titanus con Rai Cinema e distribuito da Lucky Red.
A scegliere
il vincitore sono stati i lettori del cine-magazine che hanno votato sulla
pagina Facebook di Ciak, insieme con gli studenti delle scuole secondarie
di tutto il territorio nazionale.
A decretare
la vittoria di ‘Un bacio’ sono
state oltre 2500 preferenze.
In gara per
il ‘Ciak Alice Giovani’ c’erano
12 titoli scelti dalla redazione di Ciak assieme alla direzione di Alice nella
Città: si tratta di pellicole uscite in sala tra il 1 maggio 2015 e il 30
aprile 2016 che ‘Alice nella Città’ e la redazione hanno selezionato riservando
una particolare attenzione alle opere prime poco note al grande pubblico e a
quei film con tematiche importanti legate al mondo giovanile.
Questi
i titoli che erano in lizza per il Ciak Alice Giovani 2016:
Un
bacio di Ivan Cotroneo; Veloce come il vento di Matteo
Rovere ; Zeta di Cosimo Alemà; Il bambino di Vetro di Federico
Cruciani; La nostra quarantena di Peter Marcias ; Arianna di
Carlo Lavagna; Bella e perduta di Pietro Marcello; Fuocoammare di
Gianfranco Rosi ; Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele
Mainetti
Il racconto
dei racconti di Matteo Garrone; La felicità è un sistema
complesso di Gianni Zanasi ; Pecore in erba di Alberto
Caviglia.
"Sono
felice e onorato di ricevere il ‘’Ciak Alice Giovani’, per un film come ‘Un
bacio’, interpretato da tre esordienti e così fortemente incentrato su
tematiche particolarmente significative per gli adolescenti: bullismo, omofobia
e ogni forma di discriminazione, ma anche ricerca della felicità e fuga
dall'omologazione verso la libertà”, commenta così il premio il regista e
sceneggiatore Ivan Cotroneo, “Voglio ringraziare tutte le persone
che hanno votato per questo film, in special modo i ragazzi delle scuole
superiori di primo e secondo grado che hanno visto il film, e lo hanno ritenuto
vicino e capace di parlare a loro e con loro. Grazie."
“Siamo
contenti che il premio di anno in anno diventi sempre più partecipato dai
ragazzi delle scuole e dai giovani lettori di Ciak e felici che la scelta dei
ragazzi sia ricaduta su ‘Un
bacio’, un film che ‘Alice nella città’ ha sostenuto
e accompagnato anche in tour nelle scuole prima dell’uscita, poiché
tratta tematiche importanti come bullismo e omofobia.” Con queste
parole Fabia Bettini e
Gianluca Giannelli, direttori
artistici di Alice nella città, commentano il premio.
Questa iniziativa è solo una delle tante che contribuisce a proseguire
l’attività di Alice nella Città anche nel corso dell’intero anno scolastico,
dialogando con gli studenti in modo continuo attraverso varie forme di
coinvolgimento e d’intervento.
venerdì 3 giugno 2016
Il film “The nice guys” diverte ma non lascia traccia
Titolo:
The nice guys
Regia:
Shane Black
Sceneggiatura:
Anthony Bagarozzi, Shane Black
Musica:
David Buckley
Produzione
Stato: USA 2016
Cast: Russel Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt
Bomer, Margaret Qualley, Kim Basinger, Beau Knapp, Yaya DaCosta, Murielle
Tello, Keith David, Ty Simkins, Jack Kilmer, Lois Smith, […]
Il detective Jackson Healy (Russel Crowe) e l’investigatore privato Holland March (Ryan
Gosling), ambedue di
Los Angeles - la città degli angeli dove gli angeli non si sa cosa siano -, si
incontrano casualmente e, per forza maggiore, si trovano ad indagare su una
ragazza scomparsa, Amelia Kutner (Margaret Qualley),
figlia di Judih Kutner (Kim Basinger), un alto
dirigente giudiziario, e sulla morte poco chiara di una pornodiva. Jackson e Holland sono due simpatici ragazzi, si fa per dire traducendo il titolo
del film, che si trovano spesso nei guai e ne combinano di tutti i colori,
aiutati talvolta dalla disinvolta Holly (Angourie Rice), una
ragazzina figlia di Holland, che si trova sempre al posto giusto nel momento
giusto. Ovviamente,
questi due “guys” fanno la parte dei “buoni” in un ambiente costellato da una
miscellanea di criminali senza scrupoli e d’alto rango legati al potentato
locale che tende solo ad arricchirsi e ad uccidere in modo spregiudicato. Il
susseguirsi delle azioni e i continui colpi di scena esilaranti hanno
un ritmo molto intenso con due bravi attori come Russel Crowe e Ryan Gosling,
che appaiono molto divertenti ma non convincono per i panni che vestono. I
dialoghi assumono significati di grande attenzione perché rivolti ad un potere
corrotto e pervertito, anche se in un contesto brioso, divertente e molto
animato.
Il film è
diretto da Shane Black, il bravo sceneggiatore divenuto famoso
per avere scritto l’ottima sceneggiatura di “Arma letale” (1987), film di
grande successo passato negli annali del cinema internazionale, di cui ha
voluto ripercorrere la traccia ma senza imprimerne valore attraente.
Filmografia
Kiss kiss, bang bang (2005), Iron man 3 (2013).
Francesco Giuliano
lunedì 30 maggio 2016
"Julieta" ovvero il dramma di una madre
Titolo:
Julieta
Titolo
originale: Silencio
Regia:
Pedro Almodòvar
Soggetto:
Alice Munro
Sceneggiatura:
Pedro Almodòvar
Musiche:
Alberto Iglesias
Produzione
Stato: Spagna 2016
Cast:
Emma Suarèz, Adriana Ugante, Daniel Grao, Inma Cuesta, Dario Grandinetti, Rossy
De Palma, Michelle Jenner, Susi Sanchez, Pilar Castro, Joaquin Notario, Nathalie
Poza, Martiam Bachir, Priscilla Delgado, […]
Un
mondo tutto al femminile in cui sono presenti soltanto due uomini, Lorenzo (Dario
Grandinetti), il compagno di Julieta adulta (Emma Suarèz), e Xoan (Daniel Grao),
il marito di Julieta giovane (Adriana Ugante) con il quale ha concepito la
figlia Antia (Priscilla Delgado), quello descritto magnificamente e
realisticamente da Pedro Almodòvar in questo film emozionante e drammatico. È
la storia di Julieta, una donna laureata in filologia classica, dall’ampia
cultura che corregge bozze di libri inediti. Julieta mostra un carattere riflessivo,
conduce una vita solitaria, tinta da un alone di mistero. Ella conserva un
grande segreto che non svela neppure al suo compagno Lorenzo, con il quale ha
deciso di trasferirsi da Madrid in Portogallo. Vuole lasciare Madrid perché Madride
i suoi luoghi, la stessa casa in cui abita, le fanno ricordare ciò che lei
vorrebbe eliminare dalla sua mente per sempre, così come fa con una grande busta
azzurra, ben conservata in un cassetto della sua scrivania, che butta in un
cestino di carte. Un incontro fortuito con Beatriz (Michelle Jenner), amica di
infanzia della figlia Antia, la fa desistere da questa partenza irrazionale e le fa
prendere la decisione di rimanere a Madrid. Incomincia a scrivere, allora, una
lettera alla figlia che non vede e non sente da dodici anni e della quale ha
perso ogni traccia, cioè da quando Antia aveva compiuto diciotto anni . Nella lettera
Julieta, ricordando tutto ciò che è successo dal momento in cui Antia è stata
concepita, descrive la storia della sua vita da quando, ancora neolaureata,
insegnava con passione e grande entusiasmo letteratura greca al liceo. Ne mette
in luce la sua sensibilità, i suoi sensi di colpa, le sue debolezze, le scelte
sbagliate, le sue passioni, i suoi amori, le sue gioie ma soprattutto i dolori
e le delusioni amorose e familiari.
Il
film è un susseguirsi di emozioni e turbamenti che emergono oltre che dalla
ricchezza degli avvenimenti raccontati, che mettono in mostra gli umani
sentimenti variegati, tinti di luci e di ombre, anche dai lunghi silenzi, dagli
sguardi, dai pensieri reconditi e misteriosi di Julieta, interpretata in due
fasi delle sua vita da due bravi attrici, Emma Suarèz e Adriana Ugante.
Pedro
Almodòvar seduce lo spettatore mettendo a nudo, in modo semplice ed equilibrato
ma anche realistico, la vita di questa donna esaltandone la grande umanità con
tutti i suoi aspetti, quelli positivi che ne esaltano il carattere ma anche quelli
deleteri che l’affliggono senza soluzione di continuità. Un film al femminile
tutto da vedere e da gustare dall’inizio sino alla fine.
Il film è in concorso al Festival del Cinema di Cannes 2016.
Filmografia
Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1980), Labirinto di
passioni (1982), L’indiscreto fascino del peccato (1983), Che ho fatto io per
meritare tutto questo? (1984), Matador (1986), La legge del desiderio (1987), Donne
sull’orlo di una crisi di nervi (1988), Lègami! (1990), Tacchi a spillo (1991),
Kika – Un corpo in prestito (1993), Il fiore del mio segreto (1995), Carne
tremula (1997), Tutto su mia madre (1999), Parla con lei (2002), La mala
educacion (2004), Volver (2006), Gli abbracci spezzati (2009), La pelle che
abito (2011), Gli amanti passeggeri (2013).
Francesco Giuliano
mercoledì 25 maggio 2016
“Colonia” è un thriller che amalgama storia e suspense in un paese lacerato dalla dittatura
Titolo:
Colonia
Regia: Florian Gallenberger
Sceneggiatura:
Torsten Wenzel, Florian Gallenberger
Produzione
Paese: Lussemburgo, Francia, Germania 2015
Cast: Emma Watson,
Daniel Brühl, Michael Nyqvist, Richenda Carey, Vicky Krieps, Jeanne Werner, Julian
Ovenden, August Zirner, Martin Wuttke, César Bordón, Nicolás Barso, […]
Ispirandosi a fatti
realmente accaduti, “Colonia” descrive la
storia di due giovani, Lena (Emma
Watson) e Daniel (Daniel Brühl), una coppia
che rimane implicata nel sanguinoso e disumano colpo di stato militare avvenuto
in Cile. Era il 1973. Lena va alla ricerca di Daniel rapito dalla polizia
segreta del dittatore Pinochet, e lo trova in un luogo inespugnabile che è
ubicato nel sud
del Cile, noto con il nome di Colonia Dignidad, da cui deriva il titolo del film. Apparentemente
Colonia è una
missione retta da un predicatore
laico di nome
Paul Schäfer (Michael Nyqvist), che
si fa chiamare Pius, ma, nella realtà, è un lager dal cui non si può fuggire, a
300 km da Santiago del Cile. Per questo, Lena decide di entrare a far parte dalla
setta di Schäfer allo scopo di ritrovare
Daniel.
“Nella Colonia,
fondata nel 1961, tutti gli abitanti erano prigionieri in una sorta di Stato dentro lo
Stato, retti da forma di
dittatura, e vivevano
secondo le regole autocratiche imposte
dallo stesso Schäfer. Originariamente, il
borgo fu costruito
per essere un ‘Villaggio
Tedesco Modello’ mascherato
da missione caritatevole
per la popolazione
rurale del Cile, e in
seguito divenne una delle
più grandi fattorie
del Cile. Dalla sua fondazione, solo
un numero esiguo
di persone riuscì a fuggire da
Colonia Dignidad. Gran parte dei fuggitivi venivano catturati e riportati a
Colonia con l’ appoggio dell’Ambasciata Tedesca, che collaborava strettamente
con Paul Schäfer”.
Questo film,
diretto dal quarantaseienne regista Florian Gallenberger, tedesco di Monaco di
Baviera, che ne ha scritto la sceneggiatura assieme a Torsten Wenzel, facendo convivere un’affascinante storia d’amore con
un thriller politico, trasmette un messaggio profondo e importante
attraverso l’intrattenimento e la suspense, così come è avvenuto con thriller
dello stesso genere, in cui si coniuga l’aspetto sentimentale con quello
poliziesco. Ne sono esempi i film di successo degli anni ’70 come “I tre giorni
del condor” (1975) e “Tutti gli uomini del Presidente” (1976) o recenti come “Argo”
(2012) e “The imitation game” (2014).
Dal 26
maggio 2016 nei Cinema.
Filmografia
Il colpo alla Gate Manor (1990), Mistero di Notdurftanstalt (1993), Tango
Berlino (1997), Puttana (1997), Buck (1997) Honolulu (2001), Shandows of time
(2004), John Rabe (2009).
Francesco
Giuliano
“Boris Giuliano, un poliziotto a Palermo” film tv trasmesso su RAI 1 il 23 e 24 maggio 2016
Titolo:
Boris Giuliano, un poliziotto a Palermo
Regia:
Richy Tognazzi
Soggetto:
Angelo Pasquini
Sceneggiatura:
Giovanna Koch, Angelo Pasquini, Richy Tognazzi
Produzione:
RAI1 – Italia 2016
Cast:
Adriano Giannini, Nicole Grimaudo, Ettore Bassi, Antonio Gerardi, Luigi Maria
Burruano, Enrico Lo Verso, Nicola Rignanese, Francesco Montanari, Fabrizio
Bracconeri, Pietro Delle Piane, Vanni Bramati, Ivan Castiglione, Speranza
Vanni, Vincenzo Ferrera, Dino Giarrusso, Manlio Dovi, Vincenzo Crivello, Vito
Facciola, Giacinto Ferro, Lollo Franco, Salvatore Lazzaro, Bruno Torrisi, Sebastiano
Lo Monaco, Pippo Pattavina, Tony Sperandeo, Francesco Benigno, Alfredo Lo
Bianco, […]
È
stato un grande successo di pubblico, la miniserie televisiva “Boris Giuliano, un
poliziotto a Palermo” sul capo della squadra mobile di Palermo Giorgio Boris
Giuliano (Adriano Giannini), che venne ucciso, mentre si trovava alla cassa del
Caffè Lux di Palermo, da Leoluca Bagarella (Francesco Benigno) con sette
colpi di pistola alle spalle, il 21 luglio 1979, a quarantanove anni. Il film,
pur essendo in parte romanzato, è diretto da Richy Tognazzi, bravo regista che sa ben costruire opere di impegno
civile come questo. E' una di quelle pellicole che colpiscono l’animo
dello spettatore e lo emozionano perché descrive, assieme ad una parte della
storia recente del nostro paese, le vicissitudini di quest'uomo poliziotto che
lottò la mafia di Palermo con metodi innovativi ed efficaci. Il soggetto del
film, che è una sintesi degli incontri e degli scontri con le istituzioni e con
i capi mafiosi e delle amarezze e dei successi in campo di un grande servitore
dello Stato italiano, è un pullulare di personaggi famosi, grandi per la
moralità, serietà e coerenza umane
encomiabili, di cui si è scritto e parlato molto, come il giudice Pietro
Scaglione (Pippo Pattavina), il giornalista de “L’ora” Mauro de Mauro (Manlio
Dovi), il colonnello Russo (Vito Facciola), morti o scomparsi per avere difeso
la dignità del ruolo che coprivano. A cui si aggiunge la figura di chi non si è detto nulla per il rispetto del proprio dolore, come la moglie Maria
Leonetta, interpretata magnificamente da Nicole Grimaudo che fa del marito, con il suo
estro di grande attrice, un gigante mostrandone l’umanità di madre e di moglie
e il suo grande amore per la famiglia e per il marito.
A
Boris Giuliano venne conferita la Medaglia d’Oro al valore civile, circa un
anno dopo dalla sua morte: “ Valoroso funzionario di Pubblica Sicurezza, pur consapevole dei
pericoli cui andava incontro operando in un ambiente caratterizzato da intensa
criminalità, con alto senso del dovere e non comuni doti professionali si
prodigava infaticabilmente nella costante e appassionante opera di polizia
giudiziaria che portava all'individuazione e all'arresto di pericolosi
delinquenti, spesso appartenenti ad organizzazioni mafiose anche a livello
internazionale.
Assassinato in un vile e proditorio agguato tesogli da un killer, pagava
con la vita il suo coraggio e la dedizione ai più alti ideali di giustizia.
Palermo, 21 luglio 1979”.
Piazza Armerina, in provincia di Enna, famosa
per i suoi mosaici della Villa Romana del terzo secolo, è la sua città natale, dove
l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato è intitolato a
Boris Giuliano, in suo ricordo.
Nel 2013, fu bandito il Concorso “Stato, mafia e Società” del Premio Themis,
a cui partecipai con la poesia “La Ballata di un eroe”, scritta pensando a
questo grande uomo. La poesia ebbe il terzo posto e fa parte dell’Antologia
“Eroi e antieroi” (A&B editrice, 2013):
“La lupara tuona/ la letale rosata fa centro/
un grido di dolore / nell’aria vagola/ la ferita gronda sangue/ l’eroico corpo
si contorce/ barcolla / si squilibra/ al suolo/ esanime sbatte/ sulla fresca
vermiglia chiazza/ nell’aria mille schizzi spruzza/ urla di angoscia / s’odono
in lontananza/ corre senza speranza/ la novella sposa/ ormai vedova / lacrime
gronda / dai suoi occhi sgomenti/ intorno tutto tace/ il suo cuore non ha pace/
intorno nessuno ha visto/ la rabbia si fa grande/ intorno nessuno ha udito/ lo
sconforto si sfrena/ cos’è la libertà/ solo pochi lo sanno”.
Filmografia
Piccoli
equivoci /1989), Ultrà (1991), La scorta (1993), Vite strozzate (1996), I
giudici – Excellent Cadavers (1999), Un altro mondo è possibile (2001), Il Papa
buono (2003), Io no (2003), L’isola dei segreti – Korè (2009), Il padre e lo
straniero (2010), Mia madre (2010), Tutta colpa della musica (2011), Il caso –
Dove eravamo rimasti? (2012), L’assalto (2013), Pietro Mennea – La freccia del
Sud (2015).
Francesco
Giuliano
venerdì 20 maggio 2016
"La pazza gioia", una delicata commedia ironica e briosa tutta al femminile
La pazza gioia, una delicata
commedia ironica e briosa tutta al femminile
(by Francesco Giuliano)
Titolo:
La pazza gioia
Regia
e Soggetto: Paolo Virzì
Sceneggiatura:
Francesca Archibugi, Paolo Virzì
Musica:
Carlo Virzì
Produzione
Stato: Italia 2016
Cast:
Valentina Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso
Ragno, Bob Messini, Sergio Albelli, Anna Galiena, Marisa Borini, Marco Messeri,
Bobo Rondelli, […].
Attorno alla canzone “Senza fine” di Gino Paoli “Senza fine/tu trascini la nostra vita/senza un attimo di respiro/per sognare /per potere ricordare /ciò che abbiamo già vissuto /senza fine/sei un attimo senza fine/ non hai ieri/non hai domani /tutto è ormai nelle tue mani/mani grandi mani senza fine/…”, ruota il tema fondamentale di questo bel film di Paolo Virzì, il regista italiano che, per la sua verve ironica e realistica, è diventato ormai una garanzia di buon cinema per lo spettatore italiano e non solo.
Come un medico che attraverso alcuni sintomi sa
cogliere il malessere del malato, così Virzì, fa un’analisi dettagliata dei
vizi e delle virtù dell’italica gente in mezzo alla quale egli stesso vive, e
ne estrapola, in maniera universale, la ridicolaggine, il moralismo, l’ignoranza
e l’arroganza, la saccenteria, la pedanteria, l’infelicità o un’amara felicità
che sa più di rassegnazione. Tenendo conto di queste sue caratteristiche, Virzì
con un tocco ironico e con una delicatezza di stampo femminile conferisce
buonumore allo spettatore pur tessendo un film “La pazza gioia” dai risvolti tragici e dolorosi.
In questo viene aiutato efficacemente
e brillantemente da due grandi attrici, Valeria Bruni Tedeschi, nella parte di
Beatrice Morandini Valdirana, una nobile demente dal carattere prepotente contraddistinto
da mitomania e da un’inarrestabile verbosità,
e Micaela Ramazzotti, che interpreta la parte di Donatella Morelli, una povera giovane
sfortunata con il corpo tatuato, che invece è psicolabile e afflitta dalla
perdita del figlio che è stato dato in adozione. Le due si conoscono e fanno
amicizia presso la Villa Biondi, in Toscana, dove sono ricoverate assieme ad
altre donne giudicate giudizialmente con sentenza definitiva per essere
sottoposte ad una terapia di recupero. Grazie a questa amicizia, un giorno,
riescono ad eludere la sorveglianza e a scappare dalla Villa dandosi alla “pazza”
gioia. Beatrice, parafrasando la canzone “Senza fine” trascina con sé Donatella senza darle un attimo di respiro,
per farla sognare e farle ricordare ciò
che ha già vissuto per consentirle di dare un senso alla propria vita. Un bel film che passerà senz'altro negli annali
del cinema italiano per la sua bellezza.
Filmografia
La bella vita (1994), Ferie d’agosto (1996), Ovosodo (1997), Baci
e abbracci (1999), My name is Tanino (2002), Caterina va in città (2003), N - Io
e Napoleone (2006), Tutta la vita davanti (2008), La prima cosa bella (2010),
Tutti i santi giorni (2012), Il capitale umano (2014).
Francesco Giuliano
Iscriviti a:
Post (Atom)






