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venerdì 30 agosto 2019

“5 è il numero perfetto” è una satira sulla camorra napoletana attraverso una storia di colpa e vendetta e di rinascita



Titolo: 5 è il numero perfetto
Regia: Igort (pseudonimo di Igor Tuveri)
Soggetto: Igort (dall’omonimo romanzo grafico,2002)
Sceneggiatura: Igort
Produzione Paese: Italia, 2019
Cast: Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Lorenzo Lancellotti, Iaia Forte, Mimmo Borelli, Angelo Curti, Nello Mascia, Gigio Morra, Giuseppe Cacciapaglia, Giovanni Ludeno, Marcello Romolo, Vinceno Nemolato, Rocco Giordano, Emanuele Valenti, Igort,   […]

Il film 5 è il numero perfetto, opera prima del fumettista Igort, è tratto dall’omonima graphic novel del regista. Sin dalle prime immagini, in una Napoli, deserta, piovosa, buia, notturna, senza un’anima viva, - è l’anno 1972 – si vede Peppino Lo Cicero (Toni Servillo), in impermeabile e cappello grondanti di pioggia, che cammina lungo le viuzze napoletane lasciando lo spettatore in alta aspettazione. Peppino è un sicario ormai in pensione, che è stato alle dipendenze del camorrista don Guarino (Mimmo Borrelli), e che quella notte va a comprare una pistola rara come cimelio della sua vita trascorsa da regalare al figlio. Quando ritorna a casa trova il figlio Nino (Lorenzo Lancellotti), che è in stato ansioso in quanto anche lui, seguendo le orme del padre, deve compiere un’esecuzione. Non essendoci certezza di come vadano a finire queste singolari committenze, Peppino vedendo ritardare il figlio si rende conto che lo hanno ucciso. Ovviamente, come è nella natura delle cose umane, tale omicidio dà inizio ad una serie di effetti violenti e tragici, i quali permettono a Peppino di iniziare una nuova fase della sua vita non più da dipendente ma da professionista autonomo. In questa nuova impresa ardua Peppino non sarà solo, ma si troverà supportato da un suo vecchio amico Totò ‘o Macellaio (Carlo Buccirosso), un sicario sanguinario senza moderazione, a cui si rivolge per aiuto: Totò, so’ Peppino! Io ho bisogno di te! È passato tanto tiempo! … ‘O figlio mio stanotte è uscito per anna a faticà, non è tornato! Se hanno fatto qualcosa a Nino mio, scateno ‘na guerra! … Lo sang chiama sang’!
Peppino troverà un valido aiuto anche in Rita (Valeria Golino), la sua amante da vent’anni, che per amore fa tutto ciò che possa salvare il suo uomo.

5 è il numero perfetto è un film particolare, pieno di colpi di scena che lasciano lo spettatore in continua attesa, ma è anche un film originale sia nel titolo (Due più due ... più uno ... cinque, cinque è il numero perfetto! Hai capit’ strunz!, riferendosi alle due gambe, alle due braccia e alla testa, senza il funzionamento ottimale della quale non potrà esserci nell’uomo perfezione) sia nella peculiarità del contenuto sui generis in quanto segue i connotati caratteristici del fumetto descrivendo una Napoli degli anni settanta che non ha niente da invidiare a quella dei giorni nostri, dove la polizia non appare per niente, come se non esisstesse per quel mondo. Non è un caso che, in una scena del film, Rita legga il romanzo “Il gattopardo” di  Giuseppe Tomasi di Lampedusa per fare riferimento alla famosa frase: Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Perché dopo quasi cinquant’anni a Napoli niente è cambiato rispetto a quell periodo. Nel contempo, il film 5 è il numero perfetto, perché 5 sono anche i capitoli del film, è anche la storia di un amore, di un’amicizia tradita e di una seconda opportunità e conseguente rinascita.
5 è il numero perfetto, in concorso alle Giornate degli autori della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2019, è caratterizzato da lineamenti ampiamente e diffusamente grotteschi (molto significativa, ad esempio, è la sparatoria spietata e sanguinosa che si svolge in un vecchio palazzo barocco di Napoli che dà l’idea di una festa popolare con i suoi fuochi d’artificio), fumettistici (il naso aquilino che imbruttisce Peppino e che lo rende cattivo già dall’aspetto) e anche ironici e scoraggianti (in un ambiente amorale tutto si svolge come se fosse normalmente morale) che comunque non fanno staccare il contenuto dalla realtà. Gli attori sono tutti all’altezza del relativo personaggio a cui danno un carattere speciale e degno di nota.
Dice il regista a proposito dei due protagonisti principali: “Due gangster di periferia, due gregari, due killer del ca**o che andavano a uccidere, ma non sono mai stati e mai saranno due capi. Ecco, questo loro non farcela fa molto Europa, loro non sanno se ce la faranno. Ce n’è uno, Peppino Lo Cicero, che cerca vendetta perché gli hanno ammazzato il figlio, e l'altro che lo deve affiancare perché è il suo vecchio compare di missioni per la camorra e si ritrova in mezzo”. 
Francesco Giuliano



1 commento:

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